Fenomeno(logia): Dries Mertens, il folletto belga

Dries Mertens
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Campione sbocciato tardi ma in maniera fragorosa, il belga Dries Mertens ha ormai conquistato Napoli e l’Europa.

Nella poesia che solo il calcio giocato può trasmettere, sovente si assiste all’affermazione di giocatori estremamente talentuosi anche se poco pubblicizzati. D’altronde, quando si parla di pallone, sono due le correnti principali di pensiero: quella della concretezza e quella dello spettacolo. Due qualità che possono coesistere, certo, ma che spesso risultano scisse in maniera ben definita. Un calciatore che utilizza il suo corpo come tramite per lo spettacolo avrà fama, guadagni, stima e trofei probabilmente superiori alla media. Perché attraverso la magia il giocatore comunica con il pubblico. È il suo strumento per affermare un messaggio: sono qui per divertire e divertirmi. Uno strumento che, evidentemente, utilizza anche Dries Mertens.

Il belga è senz’altro uno dei calciatori che, in questo momento, stanno facendo scorrere lacrime di gioia sui volti degli appassionati. Il folletto fiammingo, da sempre considerato un giocatore di qualità, sembra aver finalmente trovato la chiave di volta per esprimere tutto il suo potenziale. E lo sta facendo in una piazza notoriamente difficile, ma che ormai è completamente rapita dall’amore per un ragazzo che sta riscrivendo numeri e storie, per offrire uno show sempre più elettrizzante.

Dries Mertens

Dries Mertens – FOTO: sscnapoli.it

Analisi tattica

Se esistono due parole che possono descrivere perfettamente Mertens ad un profano del calcio, queste sono “estro” e “adattabilità”. Sin dai tempi delle avventure olandesi, il belga ha dato sfoggio di saper scendere in campo pensando soprattutto alla giocata per il pubblico, non perdendo però al tempo stesso il focus sul terreno di gioco.

Re degli assist, che in carriera a momenti rasentano il numero delle reti, l’esterno ha sempre garantito la creazione di pericoli costanti per le difese che lo hanno fronteggiato. La forza di Mertens è proprio quella di essere estremamente talentuoso nel gioco personale quanto incredibilmente utile alla sua squadra, sia in fase di passaggio vincente che di ripiegamento.

L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 28-31.

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Claudio Agave

Studente presso la Facoltà di Scienze Motorie dell'Università Parthenope di Napoli. Giornalista pubblicista dal febbraio 2017 dopo una lunga ma utile gavetta. Scrittore, con almeno due romanzi già in cantiere e alcune partecipazioni attive a progetti letterari. Ho gli interessi di molti (cinema, serie tv, doppiaggio, sport) e l'ambizione di voler vivere facendo ciò che amo. Insomma, in pillole: scrivo pezzi, faccio cose, vedo gente.