L’autismo e i disturbi dello spettro autistico

Autismo
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Il 2 aprile si è celebrata la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo. L’obiettivo dichiarato dell’evento è quello di contrastare la discriminazione e l’isolamento cui sono soggette le persone afflitte da questa disabilità. Si tratta di un tema molto delicato e controverso: secondo una ricerca condotta dal Censis, l’Italia è tra i paesi europei che destinano meno risorse alla protezione sociale delle persone con disabilità.

Come si manifesta l’autismo e perché si parla di uno spettro di disturbi?

Si prenda come riferimento la quarta versione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, ossia uno dei sistemi nosografici più usati al mondo, soprattutto in ambito accademico. Fino al 2013 – anno in cui è stata introdotta la quinta versione – l’autismo era uno dei cinque disturbi pervasivi dello sviluppo. Il quadro clinico di questi disturbi è caratterizzato dalla compromissione in tre aree dello sviluppo psichico del bambino:

1) interazione sociale;

2) comunicazione verbale e non verbale;

3) repertorio di attività e interessi.

L’autismo è caratterizzato da un forte ritardo nello sviluppo e/o nell’utilizzo del linguaggio parlato, così come da gravi deficit cognitivi. Altrettanto famosa è la sindrome di Asperger: paragonabile all’autismo per quanto riguarda lo scarso interesse e capacità sociali, quest’ultima non presenta però ritardi nello sviluppo del linguaggio parlato, e neppure alcun deficit cognitivo clinicamente rilevante. Sono invece meno conosciuti il disturbo disintegrativo dell’infanzia e la sindrome di Rett. Il fattore accomunante in entrambe le patologie è l’improvvisa perdita di alcune capacità acquisite in precedenza. I bambini afflitti da questi due disturbi sembrano essere quindi perfettamente sani, ma da un certo punto della loro vita in avanti iniziano a mostrare i sintomi tipici dell’autismo. Vi è, infine, un’ultima categoria diagnostica, quella del disturbo pervasivo di sviluppo non altrimenti specificato: tutte le forme atipiche o subcliniche delle patologie vengono raggruppate sotto questa etichetta.

L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 19-23.

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Ludovico Coletta

Nato a Lucerna e cresciuto a Lugano, per una strana congiunzione astrale mi ritrovo il passaporto italiano ma non quello svizzero. Nel corso della mia vita ho cambiato idea diverse volte riguardo a cosa dover fare una volta adulto: al principio furono i dinosauri (fissa ancora oggi ben presente), poi la biologia marina e infine le neuroscienze. Burocrazia permettendo dovrei aver concluso gli studi in neuropsicologia e neuroinformatica all’università di Zurigo. Sono profondamente interessato ai correlati neurobiologici dei disturbi psichiatrici e delle sindromi neurologiche, non disdegno però temi di più ampia portata come il libero arbitrio o la ricerca sulla coscienza. Nel tempo libero scrivo di neuroscienze per IMDI (http://ilmegliodiinternet.it/author/ludovico_coletta/), leggo fumetti e guardo film: Gipi, Baudoin e Gaspar Noé sono i miei raccontastorie preferiti. Fun fact: la foto profilo per theWise è allo stesso tempo il mio primo selfie di sempre.