Londra, Wembley Stadium. Sono circa le due di pomeriggio del 26 dicembre 2017. Il giorno è arrivato: dopo sette anni di dominio, Messi e Ronaldo cedono il passo ad un nuovo top scorer, l’attaccante del Tottenham Harry Kane che raggiunge quota 56 centri nell’anno solare, due in più della pulga. Lo fa a modo suo, realizzando l’ennesima tripletta al Southampton. Mai nessuno prima di lui era riuscito a realizzare sei hat-trick in Premier League nell’arco di dodici mesi, così come nessuno dal 1995 era riuscito a eguagliare il record di Alan Shearer di trentasei gol in campionato. Kane ne fa trentanove, una tripletta in più, insomma. Ormai è la sua unità di misura.
In vista degli ottavi di Champions League a febbraio, la Juventus è avvisata. Con un attaccante così, gli Spurs partono con almeno un gol di vantaggio nella doppia sfida.

Kane
Harry Kane esulta dopo il secondo gol al Southampton: ora Messi è alle sue spalle.

Nato nell’epoca sbagliata: il viso pulito e il nome rock

Giovanni Pascoli, parlando del “fanciullino”, lo definisce come l’Adamo che mette il nome a tutto ciò che vede e sente, cioè colui che assegna il nome alle cose in base alle sensazioni e alle emozioni che queste gli provocano interiormente. In molte culture, conoscere il nome significa conoscere l’essenza e pronunciarlo vuol dire evocare la forza di chi tale nome porta. Pensandoci bene, la maggior parte dei nostri conoscenti porta un nome che è ormai per noi inscindibile dalla persona stessa: è per questo che Harry Kane non poteva che chiamarsi in questo modo, almeno per quello che riusciamo a vedere in campo. Il suo nome onomatopeico rievoca subito alla mente la canzone folk di Bob Dylan Hurricane, in italiano Uragano, la storia di un pugile afroamericano vittima della discriminazione razziale degli anni ’60 negli USA.

Kane
“Hurricane” è una delle canzoni più famose di Bob Dylan, pubblicata nel 1976 nell’album “Desire”

Già, gli anni ’60. L’ultimo calciatore inglese a superare le 50 marcature in un anno fu Jimmy Greaves, il più prolifico attaccante della storia della First Division e del Tottenham, con una stagione all’attivo anche al Milan nel 1961.
Guardandolo bene, Kane potrebbe benissimo essere arrivato a noi da quell’epoca lì, con il suo ciuffo biondo e lo sguardo da star di Hollywood co-protagonista di un film con Marylin Monroe. Niente a che vedere con le figure antinostalgiche del calcio di oggi, da Neymar a Gabigol, da Icardi a Pogba, rappresentanti della nuova guardia caratterizzata (anche) da dab, tatuaggi e like su Instagram.

Kane ha “scelto” di essere uno degli ultimi baluardi della nostalgia nel calcio moderno (anche se talvolta Alli sembra lo voglia portare sulla cattiva strada), e allo stesso tempo rappresenta una figura rassicurante per l’inglese borghese medio: ha appena avuto una figlia, Ivy Jane, dalla sua storica fidanzatina dei tempi della scuola, alle serate in discoteca e nei locali preferisce passeggiare al parco con i suoi due labrador Brady e Wilson. A differenza di molti suoi colleghi, nel tempo libero al verde del prato di FIFA sulla PlayStation preferisce il verde del campo di golf, suo vecchio hobby.

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L’amore per gli Spurs, l’idolo Teddy e il passato all’Arsenal

Proprio a una partita di beneficenza di golf, il giovane Kane, qualche anno fa, incontra il suo idolo calcistico (del quale conservava persino un poster in camera) Teddy Sheringham, ex attaccante di Manchester United ma soprattutto di Tottenham e Milwall.
La prima è la squadra che Kane tifa sin da bambino, essendo cresciuto a Walthamstow (dove è nato anche Sheringham) nel cuore della North London, a poche centinaia di metri dallo storico stadio White Hart Lane, quindi nel quartiere Tottenham Hale, sede dell’omonima squadra.
In realtà per un breve lasso di tempo, all’età di nove anni, Kane ha passato una stagione nell’altra barricata di North London, vestendo la maglia degli acerrimi rivali dell’Arsenal. Pensando alle vicessitudini di Sol Campbell, per un passaggio nel 2001 (per pura casualità, lo stesso anno in cui Kane firmò per i Gunners) dal Tottenham all’Arsenal (lui in età adultà), sembra scontato che questa sia una storia che lo stesso attaccante non voglia particolarmente ricordare: «Avevo solo 8 anni, giocavo nelle giovanili dell’Arsenal e pensavo solo a giocare a calcio, è ovvio che indossassi la loro maglietta, anche se avrei voluto indossare quella del Tottenham».
Quel giorno al campo di golf, però, Kane e il suo idolo parlano soprattutto del comune passato nell’altra squadra londinese, il Milwall. Sheringham ha vestito la maglia bianco-blù per 8 anni realizzando 93 reti, mentre Harry vi arriva in prestito dagli Spurs nel gennaio del 2012.

Kane
Kane ai tempi del Milwall, in una sfida allo stadio New Den contro il Leicester, squadra in cui andrà in prestito l’anno dopo.

L’ambiente, il sud-est di Londra, è molto diverso dalle villette a schiera e dalla borghesia di Walthamstow. Qui siamo nel cuore del proletariato londinese, sede di banchine portuali abbandonate, case popolari e quartiere di una working class molto scorbutica e poco accondiscendente. Il tifo organizzato del Milwall è peraltro il più incadescente e odiato d’Inghilterra, come sanno gli stessi hooligans, che intonano: «No one likes us, no one likes us and we don’t care».

Kane
All’infuocato derby tra West Ham e Milwall è dedicato il film del 2005 Hooligans.

Ma come spesso accade in questi ambienti, i tifosi sanno ben ripagare chi dimostra attaccamento alla maglia e sa buttare il cuore oltre l’ostacolo in campo. Kane è uno di questi, perchè il suo obbiettivo è solo uno: diventare il nuovo Sheringham. Con nove reti in ventidue apparizioni, e in particolare l’importantissimo gol nella sfida contro il Portsmouth, l’attaccante di proprietà del Tottenham contribuisce alla salvezza dei Dockers e conclude sei mesi di prestito più che soddisfacenti. L’esperienza al Milwall serve molto a Kane per maturare e diventare uomo, come dirà lui stesso«Se puoi giocare nel Millwall puoi giocare ovunque», disse il suo ex compagno di squadra David Forde.

Un anno da favola. E il futuro? Tra sirene del Real e il sogno di essere nuovo Totti

L’esplosione di Harry Kane al Tottenham è cominciata nell’autunno del 2014, in concomitanza con l’arrivo a Londra dell’allenatore Mauricio Pochettino.

Nella prima stagione sotto la guida del tecnico argentino, Kane è la sorpesa dell’anno in Premier League, segnando ventuno reti e creando intorno a sé un discreto hype. La stagione successiva è quella della consacrazione, nella quale vince per la prima volta il titolo di capocannoniere con venticinque gol e per poco non trascina gli Spurs al primo titolo inglese dal 1961.

Ma, al di là del record, è nel 2017 che il neo-capitano della nazionale dei Tre Leoni si conferma definitivamente come la punta più forte della Premier League, probabilmente d’Europa (nella classifica del Pallone d’Oro di quest’anno, l’unica punta di ruolo davanti a lui è Robert Lewandowski). Per la seconda volta consecutiva è il calciatore più prolifico della Premier, superando il suo record precedente con ventinove reti.
Kane è il prototipo del centravanti moderno. Può agire da prima o seconda punta. Gol, assist, colpo di testa, tiro e sacrificio in difesa: non c’è cosa in cui The Hurricane non eccelga. Addirittura ad Euro 2016 il ct inglese Roy Hodgson gli affidava i calci d’angolo; lui, 1 metro e 88 centimetri. Harry è il perfetto concetto di calciatore ambidestro (togliendo i calci di rigore e i colpi di testa, nella stagione in corso ha realizzato otto gol di destro e undici di sinistro). Insomma, il sogno di qualsiasi top club europeo.

Inutile dire che un calciatore del genere piaccia tutti, da Conte a Maradona, al compagno di squadra Vertonghen che ha affermato di non volerlo scambiare neanche con CR7, sono in tanti che hanno speso dei complimenti per lui.
Proprio Cristiano Ronaldo potrebbe essere il suo prossimo compagno di squadra al Real Madrid, probabilmente l’unica squadra insieme a PSG e Barcellona a potersi permettere il suo cartellino fuori dall’Inghilterra. In un recente sondaggio i tifosi blancos si sono espressi a favore del calciatore inglese come prossimo acquisto del Real, con Neymar e Mbappè solo come alternative.
La volontà del diretto interessato è tuttavia ancora incerta: da una parte ha strizzato l’occhio agli spagnoli in seguito alle belle parole ricevute da Zidane, dall’altra giura eterno amore al Tottenham.
Pochettino, intanto, ha recentemente spento gli entusiasmi dei club interessati a Kane, dichiarandolo incedibile. Anzi, prima della partita con il Real Madrid lo scoeso ottobre, l’argentino ha dichiarato: «Harry era così emozionato durante la partita d’addio di Totti con la Roma, che ho pensato che lui potesse fare la stessa carriera qui».
Voci di mercato a parte, il golden boy dal viso pulito ha sfondato, e partendo dal proprio quartiere, lo stesso dell’idolo che da bambino inseguiva, Kane si è imposto già a ventitre anni come la punta più completa (e più forte?) del mondo. L’urugano è pronto a colpire in tutti gli stadi in cui passa il Tottenham. O il Real Madrid.