Pillole dall’ultimo giorno del Napoli Comicon

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NAPOLI COMICON – Vent’anni fa era cominciato quasi tutto come un gioco. Adesso il Napoli Comicon è arrivato a un bivio incredibile, perché l’edizione del ventennale è stata non solo tra le più seguite a livello di pubblico ma anche tra le più ricche a livello di contenuti e ospiti (su tutti ha spiccato Frank Miller ma in tantissimi hanno partecipato alla quattro giorno dell’evento). Dopo anni di sostanziale mediocrità (non intesa necessariamente in senso negativo) il Napoli Comicon è diventato infatti un evento da non perdere, probabilmente la seconda fiera tematica più importante d’Italia dopo il Lucca Comics&Games. Non è un caso, dunque, che theWise Magazine abbia colto al volo l’opportunità di esserci in entrambi i casi. In particolare, siamo stati presenti al Comicon nell’ultimo giorno, che non ha mancato di riservare qualche sorpresa o, più in generale, di regalare qualche stranezza. In tal senso, ecco alcune pillole direttamente dalla giornata del primo maggio all’interno della Mostra d’Oltremare, il complesso che da anni ospita la manifestazione.

Napoli Comicon, pillole dall’ultimo giorno

MA COME TI VESTI? – Ovviamente un regno ha bisogno di sudditi e cittadini per ottenere importanza e meritocrazia. Il regno del Comicon è ovviamente composto da chi fa cosplay, un’arte da sempre dibattuta e polarizzante. Per molti inutile e addirittura ridicola oltre che dannosa, per altri divertente e veicolo di messaggi positivi, l’arte del cosplay genera molto spesso cose riuscitissime ma anche perle di dubbio gusto. Gente simpatica se ne incontra tanta e qualche foto era praticamente obbligatoria. A ogni lettore spetta il giudizio finale.

ANSIA A FUMETTI – L’unico evento davvero degno di nota dell’ultimo giorno di Napoli Comicon è stato il firmacopie del libro di Labadessa, giovane disegnatore partenopeo che si è guadagnato ormai da molti mesi una certa fama nel Bel Paese. Più in generale, con Labadessa erano presenti anche gli youtuber Richard HTT e Fraffrog e la fila per l’evento era effettivamente sostanziosa. Siamo riusciti ad immortalare Labadessa senza problemi, grazie anche all’aiuto prezioso dello staff. Un aiuto che invece – piccola nota polemica ma doverosa – non abbiamo ricevuto durante il firmacopie riguardante Sio, dato che addirittura ci è stato impedito di fare una foto fugace nonostante il badge e l’accredito stampa.

Labadessa al Napoli Comicon.

APPUNTAMENTO AL BUIO – Interessante è stata anche l’iniziativa della piccola casa editrice NPE (Nicola Pesce Editore): pacchetti regalo da scegliere a prezzo stracciato riguardanti storie a fumetti divise in tematiche. Noi siamo andati letteralmente al buio e ci è capitata una bella (e cruda) storia di boxe, Eddy mano pesante, di Mauro Cicarè. Una sorta di noir sportivo davvero ben costruito e che tiene il lettore assolutamente sulla corda fino all’ultima vignetta. Iniziative del genere risultano sempre ottime al fine di farsi conoscere e rendono anche migliore l’interazione con il pubblico, oltre che il senso di stupore e sorpresa che un mezzo artistico come quello del fumetto può e deve ancora cercare di trasmettere oggi.

Napoli Comicon

UNA VECCHIA CONOSCENZA – Un po’ casualmente ci siamo ritrovati di nuovo ad aver a che fare con Marco Alfieri e il suo Call Of Salveenee. La scena è stata più o meno questa: lui con un bicchiere di birra in mano mentre giocava un livello con Adinolfi nudo. Si è ricordato di theWise Magazine (d’altronde come dimenticarsi di noi!) e non a caso ci ha regalato una vera e propria chicca: il fumetto prequel del videgioco. Contiene Salvini bambino, Bossi e Capitan Padania. Cercatelo, leggetelo e non ve ne pentirete nella maniera più assoluta.

Napoli Comicon

COSE CHE CREDEVAMO AVESSERO MENO IMPORTANZA MA CI SBAGLIAVAMO – Come, ad esempio, i tornei di videogiochi (in particolare quello di FIFA), gli e-sports e i pastafariani. Tutte cose che magari al Napoli Comicon potevano trovare meno spazio e che invece hanno ottenuto una copertura notevole, seppur in contesti diversi o in zone specifiche della fiera.

IL SENSO DEI CUOZZI AL COMICON – Proprio durante il torneo di FIFA abbiamo conosciuto il gestore della famosissima pagina Facebook Il senso dei cuozzi al Comicon, che ormai da anni sottolinea comportamenti piuttosto ingenui, singolari o fatiscenti di gente che viene alla fiera sostanzialmente per cercare di rimorchiare o fare casino. Giovanni – il ragazzo che gestisce il progetto – ha ben volentieri accettato di rilasciare un’intervista riguardo questo particolare fenomeno. «Inizialmente tutto è nato un po’ per scherzo. Quattro anni fa, quando mi recai al Comicon, ci fu un episodio particolare. Un gruppo di ragazzi – che vennero in seguito definiti “cuozzi” [cioè i tamarri provenienti prevalentemente dalla provincia che non hanno nel savoir-faire il loro punto di forza, N.d.R.] – aggredì un ragazzino che aveva fatto il cosplay di uno dei Power Rangers, malmenandolo e distruggendogli il vestito. Il ragazzino ovviamente espresse il suo malumore sui gruppi privati riguardanti la manifestazione. Notai che l’argomento cuozzi andava tantissimo, ci si lamentava della loro presenza perché non avevano alcun interesse alla manifestazione. Non un male di per sé ma il problema stava nel fatto che erano lì presenti per creare solo difficoltà. Così, colsi la palla al balzo e creai dal nulla questa pagina. Sin da subito ci fu una crescita immensa, di 1000 persone all’ora, una roba assurda. Da allora mi sono dedicato a meme ed altre creazioni. Inizialmente la pagina era improntata esclusivamente sugli argomenti del Comicon ma poi ho iniziato a parlare anche di Napoli in generale. Ormai le persone mi conoscono, addirittura mi chiedono foto, una cosa che mi onora. Io nella vita faccio l’infermiere quindi non mi è stato possibile stare sempre dietro questo piccolo progetto, però è un bel divertimento che mi dà anche molte soddisfazioni. Nell’ultimo anno la pagina è aumentata addirittura di 50.000 persone, tanto è vero che ho fatto richiesta per l’accredito stampa ed è stata accettata. L’ho ritenuto un bel riconoscimento», ha spiegato Giovanni.

Cosa ci resta del Napoli Comicon di quest’anno

Come già detto, finalmente il Napoli Comicon ha raggiunto una certa importanza nell’ambito delle fiere italiane, proponendosi come meta ambita per coloro i quali desiderano passare qualche giorno all’insegna di fumetti, videogiochi, anime, film e cosplay. Certamente qualcosa è ancora da migliorare a livello organizzativo ma va detto che sembra davvero difficile gestire una quantità di visitatori così notevole come quella delle ultime edizioni. Il successo però è arrivato, la manifestazione funziona e il bilancio di questi primi vent’anni è tutto sommato molto positivo. Dopo l’investitura e la grandezza arriverà il tempo della conferma: Napoli Comicon proverà a mantenersi su alti livelli e noi, ne siamo certi, saremo ancora in grado di raccontarne la crescita.

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Claudio Agave

Studente presso la Facoltà di Scienze Motorie dell'Università Parthenope di Napoli. Giornalista pubblicista dal febbraio 2017 dopo una lunga ma utile gavetta. Scrittore, con almeno due romanzi già in cantiere e alcune partecipazioni attive a progetti letterari. Ho gli interessi di molti (cinema, serie tv, doppiaggio, sport) e l'ambizione di voler vivere facendo ciò che amo. Insomma, in pillole: scrivo pezzi, faccio cose, vedo gente.