Moise Kean, il nuovo volto della Juventus

Moise Kean esulta dopo aver segnato il suo primo gol in Nazionale. Foto: Getty Images.
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È indubbiamente il calciatore italiano – purtroppo per alcuni, va ricordato che effettivamente lo è – del momento. Moise Kean sta vivendo un periodo di forma fantastica. Con il gol segnato alla Sardegna Arena contro il Cagliari, il giovane attaccante della Juventus arriva a realizzare il suo quarto gol in sei presenze stagionali. Moise Kean, al di là dell’occasione di aver giocato e segnato un gol nel turno di Coppa Italia vinto a Bologna, ha avuto la sua prima grande chance nella partita giocata all’Allianz Stadium contro l’Udinese. Prima di quel momento, il giocatore era abbastanza chiuso dagli altri compagni di reparto. In quella partita, però, è andato a rete per due volte, dando da pensare al tecnico bianconero in vista delle partite future. Da quel momento inizia a far parte stabilmente delle rotazioni d’attacco della Juventus, complici anche alcuni infortuni nel reparto offensivo bianconero. Sebbene non abbia giocato moltissimo, Kean è stato capace di prendersi sulle spalle la squadra in partite delicate. Viene subito alla mente l’ultimo match giocato in casa dalla Juventus contro l’Empoli. Entrerà dalla panchina per cercare di sbloccare la partita e ci riuscirà, realizzando il gol vittoria in una partita che sembrava destinata a uno scialbo 0-0. Uno dei punti di forza di questo giocatore è proprio la determinazione che, mista alla sua fisicità, lo rende un attaccante difficile da gestire, nonostante la sua giovane età.
Moise Kean

Moise Kean entra dalla panchina e decide la partita contro l’Empoli. Foto: Getty Images.

Per essere un ragazzo di appena diciannove anni, Moise Kean gioca tatticamente come giocherebbe un collega molto più esperto, andando ad aggredire gli avversari e attaccando la profondità, spesso ingannando la linea difensiva con la sua velocità. Tutte queste caratteristiche lo rendono un ottimo prospetto per il futuro della Juventus e della Nazionale. Un giocatore che, pur essendo giovane, si comporta da protagonista, mostrando una grande personalità anche fuori dal campo. Le prestazioni di Moise non sono passate inosservate agli occhi di Roberto Mancini che, dopo averlo convocato una prima volta a novembre, decide di dare a Kean una possibilità in vista dei match contro Finlandia e Liechtenstein. Nelle due partite di qualificazione per Euro 2020 giocate il mese scorso, Moise Kean è stato schierato come titolare nell’attacco degli Azzurri. Il giovane attaccante bianconero ripaga così la fiducia data dal CT, a dimostrazione che, pur essendo giovane, sa comunque dire la sua se chiamato in causa. Si ispira a Balotelli, giocatore a cui subito è stato accostato. Come detto da Kean, Super Mario è una fonte di ispirazione per lo stile di gioco. Tante similarità tra i due, anche a livello di procura: entrambi i profili sono infatti gestiti da Mino Raiola. I due si conoscono anche, come rivelato dallo stesso Kean, e il più “anziano” dispensa consigli per evitare che il giovane talento possa incorrere in sbagli di gioventù. Fece parlare parecchio di sé l’esultanza di Kean durante l’Europeo Under 19, quando andò a imitare Balotelli dopo il gol contro la Germania a Euro 2012. Moise però sembra avere molto di più la testa sulle spalle rispetto al suo collega quando aveva diciannove anni. È qui che viene fuori l’altro Moise Kean, ragazzo italiano di origini ivoriane che rappresenta la generazione dei cosidetti millennials. Soprattutto, rappresenta gli italiani di seconda generazione, figli di immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana nel corso degli anni. Si sente ancora di più la sua personalità quando, fresco di debutto da titolare con gol in maglia azzurra, si presenta ai microfoni dei giornalisti a difendere una questione intricata come lo ius soli: «Io sono cittadino italiano dalla nascita, perché i miei genitori sono qui da più di trent’anni e sono italiani anche loro. Dispiace per chi non ha la cittadinanza anche se è nato qui: siamo nello stesso Paese e bisogna trattare tutti come italiani. Non c’è diversità». La partita di Udine ha dimostrato che Moise Kean è un giocatore che alla Nazionale può fare bene, non solo in termini di prestazioni. Risolve momentaneamente il problema attaccanti per il futuro prossimo, facendo bagaglio di esperienza internazionale.
Moise Kean

Moise Kean esulta dopo aver segnato il suo primo gol in Nazionale maggiore durante Italia-Finlandia. Foto: Getty Images.

Così come con gli Azzurri, anche con la Juve. Basti vedere la partita contro l’Atletico Madrid. Mandzukic è costretto a uscire dal campo per un infortunio al 35′ del secondo tempo. Allegri non ha esitazioni a lanciare Moise Kean in una partita delicata come la sfida di ritorno degli ottavi di Champions League. Non sente alcuna timidezza nel lanciarsi a tu per tu contro Oblak, facendo tutto bene fuorché la conclusione, di poco a lato. Il discordo qualificazione sarà comunque risolto da Cristiano Ronaldo, ma rimane comunque positivo l’impatto del giocatore subentrato dalla panchina. La partita di Cagliari è una questione a parte. La Juventus arriva in Sardegna con nove giocatori infortunati: a guidare l’attacco ci sono Bernardeschi e Moise Kean, in una coppia di punte inedita. La Juventus, nonostante l’emergenza infortuni, riesce a contenere l’entusiasmo della squadra di casa e a colpire già nel primo tempo con un colpo di testa di Bonucci da calcio d’angolo. Nel secondo tempo, Kean avrà numerose occasioni per marcare il gol del raddoppio: solo la bravura di Alessio Cragno impedirà – momentaneamente – che la partita sia virtualmente chiusa. Al gol del 2-0 si nota tutta la personalità di Kean. Tecnicamente bravo, si inserisce tra le linee e da rapace d’area mette un tiro di piatto facile facile. A livello di comportamento invece – a posteriori – si vede un’altra grande dimostrazione di personalità da parte di questo ragazzo. Spesso c’è una linea sottilissima tra lo schernire l’avversario perché veste altri colori e andare a offendere un’avversario perchè di un altro colore. Alcune volte i tifosi lasciano il “beneficio del dubbio” limitandosi a fischi che possono passare in secondo piano: quando però si sente imitare il verso di una scimmia – i cosiddetti ululati, di cui si è parlato a lungo – allora questi dubbi vengono completamente dissipati. Da qui viene fuori il gesto di sfida, l’esultanza di Kean contro il Cagliari di martedì scorso. Gesto per cui Moise non si è – giustamente – scusato. Ancora più evidente, quindi, il paragone con Balotelli. L’andare sotto la curva del Cagliari è stato un gesto molto apprezzato da giocatori che hanno subito le stesse offese, tra cui proprio Super Mario. Passare da essere un eroe, il bomber della Nazionale, all’essere oggetto di offese a sfondo razziale è una cosa che – purtroppo – accomuna i due giocatori. Anche lo stesso Balotelli ha vissuto un momento simile, quando vestiva la maglia dell’Inter, per poi diventare la stella della Nazionale e idolo di tutti: nessuno si sognò di fare gli ululati a Balotelli dopo che aveva battuto Neuer a Varsavia con i due gol che ancora tutti ricordiamo molto bene. Sembra abbastanza chiaro che da Inter-Napoli, ultimo episodio di razzismo prima di Cagliari-Juventus, non abbiamo imparato nulla. Ben vengano i giocatori come Kean, ne abbiamo bisogno disperatamente. Non solo per la Nazionale.
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L’esultanza di Moise Kean dopo aver segnato il gol del 2-0 in Cagliari-Juventus. Foto: Getty Images.

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.