Nazionale femminile, un mondiale da ricordare

La Nazionale femminile di calcio ai mondiali di Francia 2019. Foto: Getty Images.
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La Coppa del mondo femminile di calcio volge ormai al termine. Rimangono da assegnare gli ultimi verdetti: domenica si giocherà la finale della Coppa del Mondo tra Stati Uniti e Olanda. Da una parte, le statunitensi, considerate le favorite assolute per la vittoria finale, giocano la loro seconda finale mondiale consecutiva. Dall’altra, le ragazze Oranje, squadra arrivata in semifinale proprio a discapito dell’Italia. Dopo una sfida vinta ai supplementari contro la Svezia, la formazione allenata Sarina Wiegman ha raggiunto per la prima volta la finale di un campionato mondiale. Torneo che per l’Italia è terminato ai quarti di finale proprio contro le campionesse d’Europa. Nonostante la sconfitta, però, la rassegna mondiale in Francia è stata un successo assoluto per quanto riguarda il nostro movimento femminile. La Nazionale guidata da Milena Bertolini è stata sicuramente la sorpresa di questo torneo. Prima dell’inizio della competizione, le Azzurre occupavano il quindicesimo posto nel ranking FIFA del calcio femminile, e tra la sorpresa generale si sono piazzate tra le prime otto nazionali al mondo. C’era tanta attesa e curiosità nei confronti delle Azzurre. Prima di tutto perché ci sono stati grandi passi avanti in quella che è la diffusione del calcio femminile. Anche l’ingresso delle grandi squadre, come ad esempio la Juventus, che hanno fondato la loro sezione donne, stanno incentivando quello che è il progresso del nostro movimento calcistico, soprattutto conquistando l’interesse da parte dell’opinione pubblica, verso la diffusione di uno sport in crescita.

Le calciatrici della Nazionale femminile festeggiano dopo la vittoria sulla Cina per 2-0. Foto: Laurence Griffiths/Getty Images.

Le calciatrici della Nazionale femminile festeggiano dopo la vittoria sulla Cina per 2-0. Foto: Laurence Griffiths/Getty Images.

Basti vedere che nella partita giocata dall’Italia contro il Brasile nella fase a gironi, la RAI ha fatto oltre 6,5 milioni di spettatori raggiungendo un dato di share del 29,3%, paragonabile a un altro grande evento sportivo. E pensare che la squadra di Milena Bertolini arrivava a questo mondiale con quello che era l’obiettivo minimo di passare il girone. Un gruppo che sembrava assolutamente proibitivo, con Brasile e Australia, due selezioni molto competitive e soprattutto più esperte rispetto alla nostra Nazionale femminile. Queste due squadre infatti, ricoprivano rispettivamente decimo e sesto posto nel ranking, ed era assolutamente impensabile che proprio l’Italia potesse fare da protagonista. Anche perché il cammino nel mondiale di Francia inizia contro l’Australia, avversario temibile e che nella prima parte di match parte fortissimo. Il ritmo è talmente alto che ci sono occasioni da ambo le parti. Bonansea segna un gol ma viene successivamente annullato per fuorigioco già al 8′ del primo tempo. A passare in vantaggio sono però le australiane. Al 20′ i nostri avversari usufruiscono di un calcio di rigore che viene parato, ma su respinta arriva un secondo tiro che porta in vantaggio l’Australia. Nel secondo tempo è l’Italia a partire fortissimo e trova il pareggio con Bonansea, che con la sua esultanza ci ha riportato a Kaiserslautern nel 2006. Dopo il pareggio, le Azzurre giocano molto più sciolte con la consapevolezza di poter fare male. Alla fine il vantaggio arriva a tempo scaduto, con un colpo di testa di Bonansea che segna il 2-1 finale. Una vittoria pesantissima, che segnerà inevitabilmente anche le sorti del girone.

Barbara Bonansea dopo aver segnato il gol del pareggio contro l'Australia. Con la sua doppietta porterà la Nazionale Femminile a vincere una partita ai Mondiali dopo quasi vent'anni. Foto: Getty Images.

Barbara Bonansea dopo aver segnato il gol del pareggio contro l’Australia. Con la sua doppietta porterà la Nazionale Femminile a vincere una partita ai Mondiali dopo quasi vent’anni. Foto: Getty Images.

Sarà l’Italia a piazzarsi al primo posto nel suo gruppo. Importantissima la vittoria contro la Giamaica per 5-0, garantendo una migliore differenza reti rispetto a Brasile e Australia. Pur perdendo contro le verdeoro, l’Italia si è garantita il miglior piazzamento per gli ottavi di finale, trovando la Cina. Altra grande vittoria da parte delle Azzurre che sanno approfittare degli errori delle nostre avversarie. Sul gol del 1-0 è Giacinti ad approfittare degli errori della difesa avversaria segnando a porta vuota, mentre sul secondo gol è Galli a sorprendere il portiere con tiro dalla distanza. Si arriva alla partita contro l’Olanda, consapevoli di aver eguagliato la performance migliore dell’Italia ai mondiali femminili. Una sfida che vedeva proprio le olandesi come favorite, ma che nel primo tempo stenta a decollare. Ci sono state occasioni per entrambe le squadre, ma nel secondo tempo è l’Olanda a passare in vantaggio. Le Oranje segnano per due volte da colpo di testa su calcio piazzato, sfruttando la loro fisicità. Finisce il mondiale per l’Italia, ma non è stato assolutamente un fallimento. Rispetto ad altri movimenti calcistici europei, quello italiano rimane un passo indietro rispetto ad altri come possono essere la federcalcio francese. Ad esempio, a livello di club, l’Olympique Lione domina la scena europea da anni. A differenza di altre atlete del calcio mondiale, le italiane non sono ancora riconosciute come professioniste. Proprio questo è uno dei motivi per cui molte calciatrici straniere non vengono a giocare in Italia. In occasione del pre partita di Australia-Italia, Carolina Morace fa notare un particolare. La federcalcio Australiana, apparentemente sconsiglia che le tesserate vadano a giocare in Italia, perché competizione di livello “troppo basso”. Ci sono stati dei passi avanti in tal senso, dato che il presidente FIGC Gravina ha annunciato che si sta lavorando per portare il calcio femminile a livello professionistico. Come dichiarato dallo stesso Gravina, la FIGC si è presa un impegno per introdurre il professionismo nel calcio femminile a partire dal 1 luglio 2020. Però una nazionale che pur essendo “indietro” rispetto ad altre in termini di programmazione, riesce a piazzarsi tra le prime otto squadre al mondo, fa ben sperare. L’arrivo del professionismo porterebbe il movimento calcistico a elevarsi ulteriormente, sia attirando giocatrici di livello dai campionati esteri, sia migliorando la qualità delle nostre nazionali.

Da cosa deve ripartire la Nazionale femminile?

C’è anche da dire che le Azzurre hanno diversi punti di forza su cui costruire la squadra del prossimo futuro. Uno su tutti, la difesa. Il reparto arretrato è sicuramente il fiore all’occhiello di questa selezione azzurra. A cominciare da Laura Giuliani, portiere della Juventus e guardiana della porta azzurra, decisiva in più di un’occasione a favore della nostra nazionale. Ottima anche la coppia di centrali Gama-Linari, che non fa rimpiangere Cecilia Salvai, centrale bianconero che ha dovuto saltare il mondiale per via di un infortunio al ginocchio. Molto bene anche i terzini Guagni e Bartoli, giocatrici esperte che sanno bilanciare la spinta dalle fasce a quello che è la copertura in fase difensiva. A centrocampo la sorpresa è stata Manuela Giugliano. Giovanissima, appena ventun anni, la centrocampista del Milan si è presa il posto da titolare nella mediana dell’allenatrice Bertolini. Gioca tutte le partite del nostro mondiale e non sente minimamente il peso della sua giovane età. Così come Aurora Galli, utilizzata perlopiù dalla panchina, segna tre gol da subentrata per le Azzurre: uno decisivo contro la Cina, per il 2-0 della tranquillità. Ancora di più perché la rete arriva nel momento migliore della partita delle cinesi. L’attacco invece un po’ a due facce. Se da una parte Bonansea e Girelli hanno trascinato la Nazionale durante la fase a gironi, nella fase a eliminazione diretta è mancata un po’ di brillantezza a livello offensivo. Buona prestazione anche da parte di Valentina Giacinti, anche se sono mancati i gol di Ilaria Mauro e Daniela Sabatino, altre top scorer della Nazionale femminile. Nonostante il dolore dell’uscita contro l’Olanda, però, c’è da ricordare che questo è stato un mondiale da incorniciare per le nostre ragazze. Soprattutto fanno pensare le parole della CT Bertolini in occasione del dopopartita di Olanda-Italia, focalizzandosi su un punto in particolare: «Dobbiamo ripartire da quello che le ragazze hanno trasmesso: vi abbiamo fatto innamorare, ne sono orgogliosa. Chiedo ai media italiani di continuare a seguirle, tenendo alta l’attenzione anche sul campionato e la Champions femminile. […] Ma cosa fare, in futuro, per arrivare al livello delle altre nazioni? Fondamentale è aumentare i numeri. L’Olanda è geograficamente più piccola dell’Italia, ma ha 120.000 giocatrici; l’Italia ne ha 23.000. E la strada per arrivare a questo è incentivare il più possibile questo movimento invogliando le bambine a giocare a calcio: mi sono già arrivati tanti messaggi, stanno aprendo sezioni femminili. La Nazionale ha dato una grossa spinta, ma serve anche collaborazione tra dilettanti e professionisti che devono lavorare in sinergia». Un mondiale, quello dell’Italia, che fa sognare per il futuro. Con un interesse sempre più crescente nei confronti del calcio femminile, parafrasando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Non avete vinto in Francia, ma il vostro Mondiale l’avete vinto qui».

Tifosi Azzurri in trasferta per sostenere la Nazionale femminile di calcio ai mondiali di Francia 2019. Foto: AFP/LaPresse.

Tifosi Azzurri in trasferta per sostenere la Nazionale femminile di calcio ai mondiali di Francia 2019. Foto: AFP/LaPresse.

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.