Il ritorno dei Dynamic Duo in NBA

Dynamic Duo
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Se si ripensa alle ultime quindici stagioni NBA, quasi tutte le squadre che hanno portato a casa il trofeo Larry O’Brien erano per la maggior parte dei super team formati da almeno tre all-star con una buona squadra costruita attorno a loro. La stagione NBA 2019/2020, appena iniziata, ha portato la lega americana a un cambio di rotta. La maggior parte delle contendenti al titolo infatti, ha preferito costruire la propria squadra attorno a “solo” due all-star: sono tornati in voga i Dynamic Duo.

L’era dei super team

Prima di guardare a quelli che sono considerati i migliori Dynamic Duo di questa stagione, è bene ritornare momentaneamente al passato, più precisamente nel 2007, quando i Boston Celtics inaugurarono l’era dei Big Three, mettendo insieme Paul Pierce, Kevin Garnett e Ray Allen. Nonostante ci fossero state altre squadre ben assemblate (i Lakers del three-peat, ma anche gli Spurs e i Pistons dei primi anni del nuovo millennio), era dai tempi dei Bulls di Jordan, Pippen e Rodman che nella lega non fosse presente una squadra con tre star di assoluto livello. Da quel 2007 fino alla passata stagione, la lega è stata dominata da varie squadre contenenti sempre almeno tre all-star, con eccezione dei Raptors dell’anno scorso, e in parte dei Mavericks del titolo del 2011.

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La domanda più naturale che ci si possa porre è quindi: se costruire una squadra con almeno tre all-star sembra essere la strategia vincente, perché quest’anno si sta tornando ai Dynamic Duo? La risposta è probabilmente più scontata di quanto si possa pensare: combinare tre all-star sulla stessa squadra non è facile né a livello economico, né a livello organizzativo e né a livello tattico.

Innanzitutto infatti una squadra deve avere molto spazio salariale disponibile, deve essere pronta a pagare tre all-star e allo stesso tempo riuscire a rimanere con abbastanza budget da poter ingaggiare giocatori in grado di supportare i big three. Ma il solo spazio salariale non è sufficiente a creare un super team: è necessario che ci sia una combinazione di fattori a favore della creazione di questa squadra, come all-star con contratti in scadenza, scelte o giocatori da poter scambiare e una buon progetto per convincere i giocatori a scegliere quella determinata squadra. Infine, è anche necessario trovare una combinazione di all-star che abbiano caratteristiche di gioco compatibili, che siano disponibili ad avere meno la palla in mano e che possano essere supportati da un roster adatto alle loro esigenze. Insomma si può vedere come arrivare ad avere dei big three non sia affatto facile e che richieda una combinazione di fattori non sempre realizzabili.

La free-agency di quest’anno verrà ricordata come una delle più ricche di sempre e molte squadre avevano a disposizione abbastanza spazio salariale per firmare tre all-star. Probabilmente anche per questo eccesso di offerta, i free agent di rilievo, ma anche gli scambi effettuati durante l’estate, hanno portato alla creazione di molti Dynamic Duo, che rendono questa stagione, una delle più incerte di sempre. Ma quali sono le coppie più quotate di quest’anno?

Anthony Davis – LeBron James

Forse non il Dynamic Duo più forte, ma probabilmente il più interessante in questa lista. Quest’estate Davis è riuscito finalmente ad andarsene da New Orleans, dove ormai non voleva e non poteva più stare ed è arrivato il suo primo vero esame dopo anni in cui la sua squadra non era in grado di supportarlo con successo. The Brow arriva in una Los Angeles quasi priva di giovani (usati come merce di scambio per farlo arrivare) e piena di veterani dove dovrà collaborare con LeBron, che nonostante sia arrivato ad un’età non certo trascurabile, rientra tranquillamente tra i primi tre della lega.

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LeBron James e Anthony Davis. Foto: Jeff Chiu/AP

Le prime uscite della coppia sono state positive, con i due che si sono scambiati più volte i ruoli di trascinatori della squadra e hanno dimostrato di poter giocare bene insieme. Quello che preoccupa di più a casa Lakers non è certo la convivenza del duo, quanto il resto della squadra, che non è sicuramente ottimale. Sarà interessante vedere se alcune vecchie conoscenze (Rondo, Howard e McGee) riusciranno a trovare un buon ritmo in stagione e se Kuzma in rientro dall’infortunio riuscirà a dare fiato e supporto alla coppia di punta gialloviola.

Paul George – Kawhi Leonard

Questa coppia è probabilmente la più quotata alla vittoria finale. Le due ali sono entrambe al loro massimo potenziale, nello sweet spot in cui l’esperienza è molta e il fisico non ha ancora iniziato a sentire il passare degli anni. Inoltre, entrambi sono giocatori straordinari sui due lati del campo, e sono probabilmente la coppia che può avvalersi del resto della squadra meglio assortito per essere una muraglia in difesa e una macchina da punti in attacco. La vera incognita per questo Dynamic Duo è il loro stato di salute. George rientrerà probabilmente a fine novembre e sicuramente non sarà al 100% al suo rientro. D’altra parte, anche se non infortunato, Leonard da l’impressione di essere “delicato” e un suo uso eccessivo potrebbe portare ad altri infortuni come quello che gli ha fatto saltare una stagione intera due anni fa. I Clippers dovranno essere bravi a far rientrare gradualmente George e a usare in maniera intelligente Leonard per fare in modo di arrivare a fine regular season con il miglior record possibile e le due star in forma per dei playoff che non saranno sicuramente una passeggiata.

Russel Westbrook – James Harden

Sicuramente il Dynamic Duo più rischioso di quest’anno. I due sono famosi per essere ball hoggers ed entrambi hanno basato il loro successo e i loro numeri da capogiro su una grande quantità di possessi in isolamento. Le loro prime uscite sono state sicuramente deludenti, con la coppia che nelle prime 5 partite ha tirato con percentuali molto basse (intorno al 20% da 3 punti e 40% da 2) e che non sembra ancora aver trovato il ritmo giusto. Il problema per i Rockets, è che tolto il loro Dynamic Duo, resta poca qualità a roster e sarà necessario che la coppia ex OKC cominci a collaborare meglio e trovare la via del canestro con più continuità anche solo per pensare di avvicinarsi al livello delle altre favorite.

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James Harden e Russel Westbrook. Foto: Troy Taormina-USA TODAY Sports

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Kyrie Irving – Kevin Durant

Quasi certamente non sarà possibile vedere in campo questa coppia quest’anno, ed è difficile che la dirigenza Nets spinga per il ritorno di Durant data la stagione di transizione. Ciononostante sarà interessante vedere come Irving riuscirà a prendersi la squadra quest’anno e come l’inserimento di Durant potrà aiutare Brooklyn ad essere una favorita durante la prossima stagione. Sulla carta questo Dynamic Duo potrebbe essere uno dei pick and roll più devastanti della lega, con entrambi i giocatori con molti punti sulle mani e molto dotati sia nelle penetrazioni che nel tiro da 3.

Luka Doncic – Krisaps Porzingis

I due talenti europei formano il Dynamic Duo più giovane e quello con più potenziale. Doncic dopo la stagione passata dove ha dominato e allo stesso tempo imparato tanto da Nowitzki è già considerato uomo franchigia a Dallas. D’altra parte dopo le esaltanti stagioni di New York, Porzingis ritorna dopo un anno di stop causa infortunio e dovrà ritrovare il ritmo giusto per incidere anche a Ovest. Anche in questo caso, come con Irving-Durant, i due formano una coppia perfetta per il pick and roll e nella lega ci sono poche difese che possono cambiare con successo su entrambi i giocatori.

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Da molto tempo non si assisteva ad una stagione con così tante coppie talentuose e sarà interessante vedere come le varie franchigie riusciranno ad adattarsi a questo cambio dopo molti anni in cui le difese dovevano essere in grado di contenere i super team come i Warriors degli anni scorsi o gli Heat dei big three. D’altro canto, la principale candidata alla vittoria finale (Philadelphia) è l’unica tra le contender a non aver costruito la squadra intorno a una coppia di all-star. Solo il futuro potrà dirci se l’NBA è finalmente pronta a riaffidarsi ai Dynamic Duo o se i super team saranno ancora per molto la strategia migliore per arrivare a vincere l’anello.

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Marco Baccega

Nato e cresciuto in provincia di Treviso, vivo ormai da 3 anni ad Eindhoven, nel sud dei Paesi Bassi. Dopo la maturità tecnica, ho deciso di intraprendere la strada dell'università a Padova, dove ho conseguito la laurea triennale in Ingegneria dell'Energia. Ho poi continuato la mia formazione nel paese dei tulipani, dove mi sono laureato in Sustainable Energy Technology, costruendo la mia passione per la sostenibilità ambientale e l'uso di tecnologie per lo sviluppo globale, che sto portando avanti ormai da un anno lavorando per Tesla. Da sempre sono appassionato di basket, sport che ho praticato fin da piccolo (anche se con scarsi risultati), della cultura pop-punk degli anni a cavallo del Duemila, e di cucina. Ultimamente sto (ri)scoprendo una passione per il cinema commerciale, argomento che tratterò su theWise.