Il periodo “d’argento” del tennis italiano

Matteo Berrettini, uno dei nuovi volti del tennis italiano. Foto: Getty Images.
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Quando si parla di tennis italiano maschile, oltre ai beniamini di oggi vengono in mente Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e i partecipanti a quella storica Coppa Davis del 1976. Loro fanno parte dei più grandi ad aver calcato i campi del settore professionistico della racchetta. Per tanti anni, però, l’Italia non potè vantare nomi così rilevanti come quelli sopraccitati. Perciò, molti appassionati del tennis si sono affezionati ad altri grandi del passato e del presente come Andre Agassi, ma anche Rafael Nadal, Novak Djokovic e Roger Federer. Storia completamente diversa per il tennis italiano a livello femminile. A differenza dei colleghi maschi, le ragazze del tennis sono sempre state un po’ più vincenti. Ricordiamo tutti il Roland Garros del 2010, quando Francesca Schiavone vinse il torneo battendo Samantha Stosur in una finale caldissima sulla terra rossa di Parigi. Anche recentemente, le ragazze del tennis hanno dimostrato di essere molto competitive, e soprattutto vincenti. Citando altri esempi, la finale dello US Open femminile del 2015 fu una partita a tinte azzurre, una sorta di derby tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Senza citare i tornei di doppio, dove la Vinci e Sara Errani hanno ottenuto grandissime vittorie in tutti i Grande Slam dal 2012 al 2014. Il fiore all’occhiello è sicuramente la vittoria in Fed Cup del 2013, torneo equivalente alla Coppa Davis maschile. Negli anni, il movimento femminile del tennis ha trionfato per ben quattro volte in Fed Cup, con Corrado Barazzutti capitano, un ruolo simile a quello del selezionatore del calcio. Proprio Barazzutti fu uno dei quattro tennisti azzurri a vincere la Coppa Davis nel 1976, punto più alto della storia della racchetta maschile. Se andiamo a fare un confronto tra i trionfi del tennis maschile e quelli del tennis femminile, risulta un gap abbastanza netto tra i due. Ultimamente, però, questo divario tra i due movimenti sembra essersi ridotto notevolmente.

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La vittoria della Coppa Davis nel 1976 è il punto più alto del tennis italiano a livello maschile. Foto: ANSA.

In origine, il tennis maschile italiano era legato principalmente ai nomi di quei quattro ragazzi che vinsero la Coppa Davis nel 1976. Non fu l’unica occasione in cui i tennisti azzurri brillarono tra i migliori al mondo. In quegli anni, sia Corrado Barazzutti che Adriano Panatta parteciparono ai tornei dei Masters (equivalente dei tornei ATP di oggi) riservati ai migliori tennisti del ranking. Dopo il 1978, ultimo anno in cui un italiano prese parte al torneo dei Masters, il tennis italiano iniziò una sorta di involuzione. A parte qualche sporadica apparizione dei nostri tennisti nei primi stage dei tornei del Grande Slam, non ci furono grandi sorprese. Come detto in precedenza, però, il trend sembra essere cambiato. Il tennis italiano ora può vantare diversi atleti arrivati nei top dieci al mondo. Nella classifica aggiornata al 4 novembre – qualche giorno fa, quindi – tra i dieci tennisti migliori al mondo spicca Matteo Berrettini, ragazzo di appena ventitré anni che ha raggiunto le semifinali degli ultimi US Open. Il suo ranking attuale lo porterà a essere tra quegli otto che parteciperanno alle ATP Finals, là dove un italiano non ci rappresentava da ormai più di quarant’anni. Il torneo si disputerà dal 10 al 17 novembre e si dividerà in due turni: un girone eliminatorio e successivamente la fase a eliminazione diretta. Nel raggruppamento di Berrettini ci saranno Novak Djokovic, Roger Federer e Dominic Thiem. Prima di tornare a tifare per un italiano in un torneo dei Masters, però, il percorso è stato tortuoso e disseminato di alti e bassi, che hanno portato il tennis maschile a essere quasi a un livello più basso dei top al mondo.

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L’abbraccio tra Gael Monfils e Matteo Berrettini dopo il match dei quarti di finale dello US Open. È il quarto atleta del tennis italiano ad andare così avanti al torneo di Flushing Meadows. Foto: Getty Images.

Probabilmente questo è considerabile come il periodo “d’argento” del tennis maschile italiano. Dopo il duo Panatta-Barazzutti, Matteo Berrettini è il terzo miglior italiano di sempre, stando al ranking computerizzato. I due vincitori della storica Coppa Davis del 1976 arrivarono rispettivamente quarto e settimo nella classifica dei migliori tennisti al mondo. Questa nuova generazione di atleti è tornata a essere molto vicina ai livelli dei migliori italiani di questo sport. Berrettini infatti, come detto in precedenza, è attualmente ottavo nella classifica della ATP. Per un breve periodo, tra i migliori dieci del ranking c’è stato anche un altro italiano, Fabio Fognini. Dopo un periodo che segnava una sorta di rinascita e di miglioramento delle prestazioni degli italiani nei tornei ATP, adesso ci sono ben tre tennisti azzurri tra i primi venti al mondo: i già citati Fognini e Berrettini, e Marco Cecchinato. Non sono però gli unici che fanno ben sperare per il tennis azzurro. Da qualche mese c’è un ragazzo altoatesino che ha conquistato gli appassionati del tennis, dando l’impressione di essere un vero e proprio predestinato: stiamo parlando di Jannik Sinner. Tornando indietro di qualche mese, precisamente agli US Open 2019, quello che è in fin dei conti un ragazzo di diciotto anni appena compiuti si qualifica al primo turno del celebre torneo di Flushing Meadows, dove incontrerà Stan Wawrinka. Jannik è il secondo italiano più giovane di sempre a partecipare a un major, pochi giorni dopo aver compiuto il diciottesimo anno di età.

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Jannik Sinner, il nuovo volto del tennis italiano, agli US Open 2019. Foto: Getty Images.

Inoltre, ha già battuto diversi record, tra cui l’essere stato il più giovane italiano a entrare tra i migliori cento della classifica ATP. In realtà il suo talento è già noto, sebbene potesse passare per uno sconosciuto. Jannik Sinner gioca a livello professionistico da quando aveva quattordici anni e vanta già due titoli Challenger e due vittorie nel circuito ITF. Si sta mettendo tuttora in mostra nel torneo ATP Next Gen, ovvero l’equivalente delle Finals ma per tennisti Under-21. La formula è identica al torneo dei “senior”: otto partecipanti che si sfidano in due gironi e poi eliminazione diretta. Jannik entrò a far parte di questo torneo come wild card dato che si gioca a Milano, e dava perlopiù l’impressione che la sua partecipazione fosse l’equivalente di una “squadra materasso”. Invece, il giovane altoatesino ha vinto il suo girone, arrivando primo nonostante la sconfitta nell’ultimo match, ed è qualificato alla semifinale di un torneo che sta disputando da protagonista. Non sapremo come andrà a finire, ma una cosa è certa: il tennis maschile italiano sembra essere tornato ai tempi dei mai dimenticati Panatta e Barazzutti. Certo, mancano ancora dei risultati in termini di vittorie di tornei, ma il futuro sembra se non altro roseo. Berrettini ha soli ventidue anni e ha ancora tanto da dare al tennis. Se poi consideriamo la furia agonistica di Jannik Sinner, che sta battendo record su record, sicuramente ne vedremo delle belle.

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Jannik Sinner, l’enfant prodige del tennis italiano, al torneo ATP Next Gen 2019. Foto: Getty Images.

 

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Arnaldo Figoni

Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena. Coinvolto fin da piccolo negli sport - calcio, basket, ma anche rugby - ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista.

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