Una vita da terzo portiere

A differenza degli altri ruoli, solitamente quello del portiere è l’unico a offrire certezze di titolarità fin dall’inizio della stagione. Il secondo viene relegato spesso in panchina e deve accontentarsi delle briciole: poche presenze (spesso in Coppa Italia) o ingressi a partita iniziata in caso di infortuni o cartellini rossi del collega titolare.

Ancora più difficile è vedere, quindi, il terzo terzo portiere in campo. Fino a qualche anno fa era spettatore non pagante dalla tribuna, ma, grazie alle nuove regole che consentono di avere una panchina allargata, ora lo si vede accomodarsi a bordo campo con il resto dei compagni. Al massimo trova posto nelle partite d’agosto, quando il risultato non conta.

Dal secondo al terzo portiere

In passato si guardava con occhio tra il compassionevole e l’ammirato al secondo portiere, dodicesimo uomo anche di fatto, quando il numero dodici era letteralmente una sua prerogativa. Tra i più famosi Ballotta, secondo di Marchegiani alla Lazio e Ielpo, eterno portiere di riserva del Milan dei record (titolare era Sebastiano Rossi). Indimenticabile infine Michelangelo Rampulla: secondo estremo difensore della Juventus quando tra i pali il titolare fisso era Peruzzi, ma anche primo portiere italiano a segnare un gol in Serie A.

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Tra panchine lunghe e necessità di avere giocatori cresciuti nel vivaio per ottemperare ai regolamenti UEFA, nel recente passato il fenomeno dei terzi portieri indimenticabili ha superato l’appeal dei secondi, diventati vice anche tra gli estremi difensori che salgono agli onori della cronaca pur senza scendere in campo.

I terzi portieri di oggi

È così che sulla stampa specializzata e sui social si leggono spesso notizie sui terzi portieri. Pinsoglio alla Juventus è forse il bianconero ad aver legato maggiormente con Cristiano Ronaldo; Berni, terzo portiere nerazzurro, salito agli onori della cronaca per i cartellini rossi dalla panchina che superano di gran lunga le presenze da titolare; ma anche Antonio Donnarumma, fratello del più quotato Gianluigi, e terzo portiere dallo stipendio d’oro al Milan.

L’impegno costante in allenamento, pur sapendo che è tutto inutile perché il ruolo da titolare (e anche quello da secondo) non sono a portata di mano, è contrapposto a uno stipendio considerevole e alla possibilità di trovarsi trofei in bacheca.

I terzi portieri più vincenti

Già, i trofei. Alla fine passa davvero alla storia chi vince? Qualora fosse davvero così, in Italia non mancano i terzi portieri che, giocando poco o nulla hanno inanellato una serie di trofei.

Carlo Pinsoglio

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Attuale terzo portiere della Juventus, alle spalle di Szczęsny e Buffon. Undici anni di giovanili proprio a Torino, sponda bianconera, poi diverse esperienze in prestito (tutte in Serie B). Nel 2017 il ritorno alla Juve come terzo. Per il classe 1990 tre Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. All’attivo tre presenze in campionato con tre gol subiti e un clean sheet. Per il torinese gli esordi con la maglia della Primavera avevano fatto presagire sicuramente un futuro diverso. Titolare indiscusso nella Juventus che vinse la Supercoppa Primavera del 2007 e due tornei di Viareggio consecutivi (2009 e 2010) con il titolo di miglior portiere del torneo nella seconda occasione. Ha vestito anche la maglia della Nazionale Italiana Under 20 e Under 21.

Rubinho

Ruben Fernando Moedim, ex portiere brasiliano, ha vissuto la maggior parte della sua vita calcistica in Italia con le maglie di Genoa, Palermo, Torino e (anche lui) Juventus. Terzo portiere dei bianconeri prima di Pinsoglio, vanta un palmarès ancora più ricco: quattro scudetti e una Supercoppa Italiana. Minuti giocati? Quarantasette, con due presenze da subentrante e tre reti subite. Dopo le stagioni a Torino una (nuova) esperienza al Genoa e poi il ritorno in Brasile all’Avai, in seconda divisione, ultima squadra prima del ritiro datato 2018.

Paolo Orlandoni

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Paolo Orlandoni, numero 22 nell’anno del triplete dell’Inter. Foto: Wikimedia Commons.

Attuale preparatore dei portieri al Cagliari, Orlandoni ha vissuto una carriera di buon livello. Il portiere di Bolzano ha difeso in Serie A le porte di Reggina, Piancenza e Lazio (una sola presenza) prima di approdare all’Inter nel 2005 da svincolato. In nerazzurro sei presenze in sette stagioni, di cui una da titolare in Champions League. In questi anni l’Inter ha vinto cinque Scudetti, tre Coppe Italia e una Champions League. Paolo Orlandoni era, quindi, il terzo portiere nell’anno in cui la squadra nerazzurra vinse il triplete sotto la guida di José Mourinho.

Carlo Cudicini

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Figlio d’arte (il padre Fabio vinse scudetto e Coppa dei Campioni con il Milan), Cudicini ha vissuto la parte principale della sua carriera da calciatore in Inghilterra. Dal 1999 al 2009 ha vestito la maglia del Chelsea con diverse stagioni da protagonista e due Premier League vinte. Successivamente si è trasferito al Tottenham, per poi concludere la carriera nel 2013 dopo un’esperienza in MLS con la maglia dei Los Angeles Galaxy. Meno conosciute sono le sue gesta prima del trasferimento oltremanica. Cudicini, nato calcisticamente tra le fila del Milan, ha vestito la maglia della prima squadra rossonera nelle stagioni 1991/1992, 1992/1993 e 1994/1995. Per lui in quegli anni due presenze in Coppa dei Campioni e una in Coppa Italia, ma nessuna in Serie A.  Soprattutto, però, uno Scudetto, due Supercoppa Italiana e una Supercoppa Europea.

Valerio Fiori

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Valerio Fiori e Christian Abbiati durante un riscaldamento pre-partita. Foto: Wikimedia Commons.

Rimanendo in rossonero, occorre annoverare un altro portiere con un ricco palmarès, ma ben poche presenze come ogni altro terzo:  Valerio Fiori. Il portiere romano, cresciuto nelle giovanili della Lazio, ha difeso in Serie A da titolare la porta proprio dei biancocelesti, ma anche del Cagliari e del Piacenza, prima di approdare al Milan. Grazie ai trofei vinti in rossonero nel ciclo di Carlo Ancelotti si tratta del terzo portiere italiano più vincente: uno Scudetto, due Champions League, una Coppa del Mondo per Club, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e due Supercoppa Uefa. Nei nove anni con la maglia del Milan, però, per lui solo due presenze.

Marco Amelia

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Un altro portiere nato nel Lazio con un passato nel Milan, che entra di diritto nella lista dei terzi portieri più vincenti, per trofei vinti però non con squadre di club ma in Nazionale. Marco Amelia, promessa del calcio azzurro dopo le ottime prestazioni tra Livorno e Palermo, non ha confermato tutto il suo potenziale. Due scudetti vinti in carriera (uno alla Roma da terzo portiere e uno al Milan da secondo), ma soprattutto un Mondiale di calcio. Amelia era il terzo portiere della compagine azzurra che trionfò a Berlino nel 2006, alle spalle di Buffon e Peruzzi. Per lui, dopo il Mondiale del 2006 e gli anni al Milan, diverse stagioni in serie minori e un’esperienza, infruttuosa, al Chelsea.

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