Jens Petter Hauge: nuovo acquisto del Milan

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Nato e cresciuto a Bodø, nella parte settentrionale della Norvegia, Jens Petter Hauge lascia a ventun anni la squadra in cui ha fatto tutta la trafila delle giovanili, prima di esordire in prima squadra a sedici anni.

L’esterno norvegese è approdato al Milan dopo un’operazione da circa cinque milioni di euro. Stefano Pioli, nella partita vinta contro lo Spezia per 3-0, ha già fatto esordire l’ala ufficializzata il giorno precedente. È chiaro che il mister conta su di lui nella rotazione tra i giocatori che impiega sulla trequarti nel 4-2-3-1 con cui manda in campo attualmente il suo Milan.

I numeri di Hauge

In totale con il Bodø/Glimt ha giocato 117 partite, mettendo a segno trentacinque reti e fornendo trenta assist per i compagni. Nel 2017, complice la retrocessione in seconda divisione, ha potuto accumulare minuti ed esperienza da titolare. In più ha aiutato la squadra a risalire rapidamente in Eliteserien, la prima divisione norvegese.

Nella stagione attualmente in corso, in campionato ha giocato diciotto gare con quattordici gol e dieci assist, che, insieme agli altrettanto straordinari numeri del compagno Zinckernagel, permettono ai gialloneri di dominare la classifica con 18 punti di vantaggio sulla prima inseguitrice (il Rosenborg).

Quest’anno per Hauge è arrivato anche l’esordio ufficiale in competizioni europee. Per lui subito tre gol in altrettante partite giocate. L’ultima, quella con il Milan, gli è valsa le attenzioni della dirigenza rossonera.

Pur non avendo ancora esordito nella nazionale maggiore, ha giocato nelle selezioni minori norvegesi dall’Under 15 all’Under 21. Con la maglia dell’Under 20 è stato tra i protagonisti della vittoria per 12-0 ai danni dei pari età dell’Honduras con quattro assist, sebbene a brillare maggiormente in quella gara sia stato il predestinato Haaland, che ha messo a referto ben nove gol.

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Alltid gøy å spill for Norge 🇳🇴

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Posizione in campo

Nel 4-3-3 con cui mister Kjetil Knutsen schiera il suo Bodø/Glimt, Hauge giocava regolarmente come ala sinistra, completando il tridente offensivo che vedeva il connazionale Kasper Junker e il danese Philip Zinckernagel rispettivamente nel ruolo di punta e ala destra. Proprio il trio davanti sta facendo la differenza in Eliteserien: tutti e tre hanno già sfondato la doppia cifra di goal e assist dopo solo venti partite giocate.

Nel Milan il minutaggio sarà ben diverso. Hauge, infatti, si candida come primo rincalzo di Rebić nel ruolo di esterno sinistro sulla linea di trequarti, con possibilità di adattarsi anche a destra, nella posizione che attualmente vede avvicendarsi, non senza incertezze, Castillejo e Saelemakers.

Giocatore moderno, molto tecnico e veloce, con la capacità di sfruttare gli spazi e puntare il difensore. Sempre nello scontro con il Milan, con Calabria avversario diretto, ha mostrato queste qualità, ma non solo.

Molto cercato dai compagni, Hauge è stato il giocare del Glimt che ha toccato più palloni, con diversi dribbling tentati (di cui parecchi riusciti). Al quarto d’ora di gioco, una sua discesa con dribbling ai danni di Kessié gli ha permesso di mandare in gol Junker, per il momentaneo 1-0.

In ultimo, come confermato dai numeri, è dotato di un ottimo piede per nulla timido in zona gol. Se n’è sicuramente accorto Donnarumma, neocompagno di Hauge, nel faccia a faccia del preliminare di Europa League.

Cosa aspettarsi?

Pur con un’ottima base di partenza, si tratta di un giocatore che proviene da un campionato sicuramente non ai livelli delle Serie A. Data la giovane età potrebbe soffrirne l’adattamento, sebbene la voglia di mettersi in gioco non gli manchi: «È stato bellissimo giocare qui con la gloriosa maglia rossonera a San Siro. È stato un grande giorno per me ed è stato importante che la squadra abbia vinto. I primi giorni in rossonero sono stati bellissimi. I giocatori e lo staff sono stati gentilissimi con me e mi hanno aiutato molto ad ambientarmi. Cercherò di imparare l’italiano il più velocemente impossibile e di ambientarmi al meglio».

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Debut & Victory 🔴⚫️#SempreMilan

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Fondamentale per l’inserimento sarà anche la squadra. Prima ancora di arrivare a Milano non erano mancati i suoi elogi all’altro scandinavo della rosa (lo svedese Ibrahimović). Dopo l’esordio con lo Spezia si è espresso con entusiasmo nei confronti dell’accoglienza ricevuta dai nuovi compagni: «Tutta la squadra è stata molto vicina a me, tuttavia in questi giorni ho parlato tanto con Brahim, Bennacer e Leão. Ho parlato tanto con Hakan che mi ha dato consigli su come giocare e su come crescere. Sono molto felice di stare qui con tutta la squadra».

Leggi anche: Back Home? EP11, Zlatan Ibrahimović.

Se caratterialmente sembra aver capito come entrare in una squadra con un blasone come il Milan, in campo dovrà affinare le sue capacità e lavorare sulle mancanze. Soprattutto quando riceve palla spalle alla porta ha difficoltà a innescarsi e cerca spesso il passaggio facile; inoltre, non di rado, forza la giocata quando è palla al piede, esagerando con i dribbling e rischiando di perdere palloni importanti.

Altro aspetto da considerare sull’impatto della stagione del numero 15 rossonero sono le chance della sua Norvegia di convocarsi per l’Europeo slittato alla prossima estate. In caso Haaland e compagni riescano a ottenere il pass per la qualificazione negli spareggi, Hauge sarà stimolato ulteriormente a fare bene con il Milan. Ciò gli darebbe la possibilità di essere convocato e difendere i colori della sua Nazionale nel primo Europeo itinerante.

La giovane età, la voglia di migliorare i punti deboli, l’esperienza accumulata e i numeri mostrati finora sono segnali che indicano le potenzialità del ragazzo. Senza considerare che nell’ultima stagione un altro scandinavo ha dimostrato di sapersi adattare al calcio italiano e meritarsi l’immediato trasferimento in un big come la Juventus: lo svedese Dejan Kulusevski.

 

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Eugenio Guido

Nato a Cosenza nel 1987, dopo il Liceo Scientifico, ho intrapreso la carriera universitaria nella Facoltà di Giurisprudenza, senza terminare gli studi. Appassionato di sport, tecnologia e cucina, ho vissuto in Belgio per sei mesi, durante i quali ho perfezionato la mia conoscenza della lingua francese. Lavoro con passione nel settore automotive come Digital Manager.

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