Guida al cappello da uomo: theSmartWise

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Il cappello da uomo è un accessorio indubbiamente caduto in disuso. Quali sono le tipologie di cappello classico? E, soprattutto, quando e come portarlo?
In questo articolo della rubrica theSmartWise, cerchiamo di rispondere a queste poche (ma per niente scontate) domande.

Tipologie di cappello da uomo

Cilindro

Il cilindro è la tipologia più formale di cappello da uomo. Esso è tipico dell’abbigliamento a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento ed è il copricapo da abbinare al tight e al frac. Il cilindro è costituito da una tesa larga che presenta una parte superiore rialzata, piatta e con fascia opaca. Il colore tipico di questo tipo di copricapo è il nero. Ne esiste una versione estremizzata, con la parte centrale ancora più alta, che prende il nome di tuba.

Nonostante sia davvero difficile al giorno d’oggi vedere un uomo passeggiare con il cilindro, questo rimane ben impresso nella cultura popolare. Noti indossatori furono Abraham Lincoln, Fred Astaire, Slash e Zucchero. Nel mondo dei fumetti e della letteratura impossibile non ricordare Paperon de’ Paperoni, Willy Wonka ed Ebenezer Scrooge.

cappello da uomo
Un uomo col cilindro in un’illustrazione del 1897. Foto: Wikimedia Commons.

Bombetta

La bombetta è un copricapo di feltro rigido e bombato, normalmente di colore nero. Come nel caso del cilindro, questo cappello da uomo ha conosciuto la sua massima diffusione a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Anch’esso caduto in disuso, si accompagna con l’abito formale da sera, ovvero lo smoking.

Nel mondo anglosassone è nota anche come bowler, dal nome di Thomas William Bowler, che la inventò a Londra nel 1860. Utilizzatori famosi furono Charlie Chaplin, Oliver Hardy di Stanlio e Ollio e Totò.

cappello da uomo
Stanlio e Ollio con la bombetta. Foto: Wikimedia Commons.

Fedora

Il fedora è un tipo di cappello da uomo in feltro di lana. Esso è caratterizzato da una tesa morbida e una parte centrale a tronco di cono. Il fedora si presta bene per situazioni informali ed è la tipologia di copricapo maschile che forse ha superato meglio fra tutte la prova del tempo. Il fedora è spesso associato ai film sui gangster e ai detective che danno loro la caccia, diventando un vero simbolo degli anni del proibizionismo.

Una variante simile ma con la tesa più corta è denominata trilby.

Humphrey Bogart in Casablanca (1943) con un cappello fedora. Foto: Wikimedia Commons.

Lobbia

La lobbia, conosciuta anche come homburg, è un cappello da uomo semirigido di feltro. Questo è costituito dalla tesa larga e rialzata, tipica della bombetta, unita a una infossatura centrale, tipica del fedora. Anche questa tipologia di copricapo è difficile da vedere mentre si passeggia in centro città. Il suo utilizzo è adatto in circostanze formali, magari abbinata a uno smoking.

Il suo nome deriva da quello del deputato Cristiano Lobbia. Egli, nel 1869, fu vittima di aggressione a Firenze e fu colpito alla testa con un colpo che piegò la parte centrale della sua bombetta. Niente meglio di Wikipedia spiega come andarono le cose: «Un cappellaio intraprendente approfittò della pubblicità suscitata dalla vicenda per mettere in vendita cappelli alla Lobbia».

Konrad Adenauer e Willy Brandt che indossano la lobbia (1961). Foto: Wikimedia Commons.

Coppola

Cappello decisamente informale, è conosciuto nei paesi anglosassoni come flat cap o driving hat. Nacque dall’esigenza di avere un cappello che si potesse usare alla guida delle automobili, che spesso, a inizio secolo scorso, erano decappottabili. Questo è un berretto con visiera, dalla fattura sportiva, normalmente associato alla pratica della caccia. Oggi è abbastanza utilizzato e si adatta bene a situazioni informali.

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Uomini con la variante “a spicchi”, denominata newsboy, a New York (1934). Foto: Wikimedia Commons.

Panama

Il panama è il cappello da uomo per l’estate. Esso presenta una forma molto simile a quella del fedora, ma è costituito dall’intreccio delle fibre della palma toquilla. Viene prodotto generalmente in Ecuador. Il suo colore per definizione è bianco, con la fascia nera.

Il processo di tessitura, a seconda della qualità, può richiedere da un giorno a fino otto mesi di lavoro. Nel 2012 la tessitura tradizionale del Panama è stata riconosciuta tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

cappello da uomo
Una tessitrice al lavoro mentre indossa un panama. Foto: Wikimedia Commons.

Paglietta

Detta anche magiostrina o boater, era l’alternativa estiva alla bombetta, ma veniva utilizzata sia in contesti più formali sia in contesti sportivi, come nella pratica del canottaggio. Essa era costituita da cupola dritta e piatta, spesso circondata da un nastro e da una falda rialzata circolare. Oggi si può considerare come estinta.

cappello da uomo
Il giocatore e allenatore di baseball Connie Mack con una paglietta nel 1911. Foto: Wikimedia Commons.

Quando e come indossare il cappello da uomo?

Soprattutto in passato, l’utilizzo del cappello aveva una serie di regole, dettate dal galateo. Per prima cosa, sembra banale dirlo, il cappello deve adattarsi alla stagione. Per l’inverno si adotteranno materiali caldi, come il feltro, mentre per l’estate si opterà per la paglia o il cappello panama. Da ricordare poi che il cappello deve sempre e solo essere indossato all’aperto, mai in un luogo chiuso. Eccezion fatta se la permanenza in quel determinato luogo è molto breve oppure si viaggia su dei mezzi pubblici. In automobile va sempre tolto, soprattutto per una questione di sicurezza e visibilità!

Togliersi il cappello è da sempre considerato un gesto di saluto. In particolare, quando si incrocia una donna, un uomo dovrebbe salutarla sollevandolo. Se dovesse invece trattenersi a parlare con lei, per rispetto, il cappello andrebbe tolto. Esistono anche i cappelli femminili, ma seguono regole di galateo differenti. Al gentil sesso non è richiesta la rimozione del copricapo in ambienti al chiuso e non è necessario salutare i conoscenti sollevandolo. L’unica eccezione è rappresentata dal fatto che il cappello possa creare danno agli altri, come ostruire la visuale in un cinema. In quel caso è buona educazione toglierlo.

Oggi queste regole sono ancor più in disuso del cappello stesso, ma non è un dato preoccupante. I tempi e i costumi mutano continuamente. La cosa più importante è che una persona si senta a proprio agio nei vestiti che indossa.

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Pubblicato da Marco Capriglio

Capo ufficio stampa di theWise Magazine, sono nato a Scandiano (RE), nella terra di Lazzaro Spallanzani e dell'Orlando Innamorato. Laureato in Scienze dell'Educazione e laureando in Scienze Pedagogiche presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sono un educatore e sogno la cattedra come docente di sostegno.

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