Il pop punk tratta anche tematiche serie – parte seconda

Il pop punk tratta anche tematiche serie – parte seconda
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In questo articolo si continua a riportare un elenco, sempre non esaustivo, di brani pop punk che affrontano in maniera seria e critica eventi difficili della vita, come la depressione, la morte o le tragedie famigliari.

Leggi anche: Il pop punk tratta anche tematiche serie.

The Hell Song

La canzone, tratta dall’album Does This Look Infected? del 2002, è stata scritta dalla band canadese dopo che un’amica di Deryck Whibley (il lead singer dei Sum 41) aveva scoperto di essere infetta dal virus HIV.

Nella canzone si può capire come questo evento abbia portato Deryck a rendersi conto di quanto rapidamente la vita può cambiare e come in un attimo le certezze accumulate in una vita vengano spazzate via da situazioni che sfuggono al proprio controllo. Ed è proprio questa mancanza di controllo che pesa in maniera doppia su Deryck, con la consapevolezza di non poter fare niente per cambiare la situazione dell’amica che a sua volta non ha potuto fare niente per evitare l’infezione causata da un fidanzato infedele.

Still Waiting

Come The Hell Song, anche questa canzone è tratta da Does This Look Infected?. La canzone è stata scritta nel periodo tra gli attentati dell’11 settembre e l’invasione dell’Iraq fortemente voluta dall’amministrazione Bush. Il brano è apertamente anti guerra, con Whilbley che «sta ancora aspettando che questo mondo smetta di odiare», senza però trovare nessuna speranza che questo accada.

In un’intervista proprio Whilbley racconta come inizialmente, durante la scrittura della canzone, pensava che le parole del testo fossero palesemente (quasi troppo) un attacco alla futura spedizione in Iraq, ma che a causa della reputazione goliardica della band il messaggio del brano ha inizialmente fatto fatica a passare.

Truth Of My Youth

Questa canzone è parte dell’album Catalyst pubblicato dai New Found Glory nel 2004, durante uno dei periodi di maggior successo della band della Florida. La canzone è incentrata nel confusionario periodo di maturazione durante la fine dei teen years, quando cambiano gli interessi e ci si ritrova a uscire con persone diverse da quelle di sempre. Le sicurezze che si hanno sempre avute iniziano a mancare (non necessariamente un male) e si fa fatica a riadattarsi alla realtà in cui ancora si vive.

Nel brano poi, si può ascoltare come per il cantante la musica sia un modo di esprimere questo stato d’animo che ancora non riesce a condividere direttamente con le persone accanto a sé, forse anche per la difficoltà di ammettere a sé stesso il cambio che la sua personalità sta subendo.

May 16

Questo brano dei Lagwagon, pubblicato nel 1998, racconta di «un altro sabato», ma in realtà è un giorno speciale. Il 16 maggio è infatti il matrimonio di un amico, al quale chi canta non è stato invitato per motivi non meglio specificati: «Posso dipingere un quadro di ricordi in un attimo, non ne sono rimasti molti. Sono estradato, non invitato».

Il brano è una sorta di regalo di nozze, nel quale Joey augura all’amico il meglio per la sua vita con la moglie, dicendo di provare «orgoglio a distanza». Saranno infatti i due coniugi, uniti «contro questo mondo crudele».

I Lagwagon in concerto.

Whatshername

American Idiot, famosissimo album pop punk dei Green Day del 2004, è un concept album che tratta il tema della droga, degli affetti rovinati da essa e della riabilitazione. Il protagonista della canzone è Jimmy, un ragazzo tossicodipendente che alla fine della sua vicenda riesce a disintossicarsi.

Whatshername è l’ultima traccia dell’album. Il testo parla della ragazza che Jimmy ha conosciuto e che ha perso a causa della sua dipendenza, della quale però non ricorda nemmeno il nome: «Sembra essere sparita senza lasciare traccia. Si sarà mai sposata? Qual è la sua faccia?». Nella sua «notte più buia», però, Jimmy dice che si dimenticherà di lei, ma non del tempo trascorso insieme.

Hold On

Canzone dei Good Charlotte, pubblicata nel 2004, tratta i delicati temi della depressione e del suicidio. Nel video si vedono alcune persone, con scritte in sovrimpressione come «ha perso il padre», «ha perso un fidanzato» e «ancora qui».

La musica è interrotta dalle parole delle stesse persone inquadrate, tra cui quelle di un ragazzo con la maglia rossa che afferma di aver perso il padre, morto suicida, e quelle di una ragazza in lacrime che ricorda il suo fidanzato, anch’egli morto suicida, a soli ventisei anni. Compaiono poi un padre che ha partecipato al funerale del figlio e afferma che «non è l’ordine corretto delle cose» e una ragazza, che dice di essere «felice di essere ancora qui», nonostante abbia cercato di farsi del male.

La band vuole lanciare il proprio appello verso tutte le persone che soffrono, ovvero quello di resistere: «Resisti, se senti di lasciarti andare.
Resisti, andrà meglio di quanto tu creda»
.

Good Charlotte al Nova Rock 2017. Foto: Alfred Nitsch/Wikimedia Commons.

Kristy, Are You Doing Ok?

Questo singolo dei californiani The Offspring, pubblicato nel 2008, è in parte autobiografico. Il testo racconta una storia di abusi sessuali subiti da una bambina, amica d’infanzia del cantante Dexter Holland.

In prima persona, Dexter ricorda di «un momento nel tempo, fisso nella mia testa, tanto tempo fa, quando eravamo solo bambini». Il brano parla delle macchie sul vestito della piccola Kristy, che «erano state accuratamente pulite», chiedendole se sia in grado di andare avanti con la propria vita, nonostante la violenza subita. Il brano si conclude con un’esortazione in questo senso: «Non sprecare la tua intera vita cercando di riavere indietro quello che ti hanno portato via».

May 16yh, Hold On, Whatshername e Kristy, Are You Doing Ok? sono a cura di Marco Capriglio.

The Hell Song, Still Waiting e Truth on My Youth sono a cura di Marco Baccega.

Le foto utilizzate in questo articolo, se non diversamente indicato, sono per gentile concessione di Giulia Bui.

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Pubblicato da Marco Baccega

Nato e cresciuto in provincia di Treviso, vivo ormai da 3 anni ad Eindhoven, nel sud dei Paesi Bassi. Dopo la maturità tecnica, ho deciso di intraprendere la strada dell'università a Padova, dove ho conseguito la laurea triennale in Ingegneria dell'Energia. Ho poi continuato la mia formazione nel paese dei tulipani, dove mi sono laureato in Sustainable Energy Technology, costruendo la mia passione per la sostenibilità ambientale e l'uso di tecnologie per lo sviluppo globale, che sto portando avanti ormai da un anno lavorando per Tesla. Da sempre sono appassionato di basket, sport che ho praticato fin da piccolo (anche se con scarsi risultati), della cultura pop-punk degli anni a cavallo del Duemila, e di cucina.