CANZUK: ritorna il Commonwealth?

CANZUK: ritorna il Commonwealth?
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Il futuro del Regno Unito è sempre meno europeo, ma ancora più globale. Nella nuova era post-Brexit, la nazione britannica deve adattarsi rapidamente a uno scenario economico globale che tende a favorire i grandi attori come gli Stati Uniti e il blocco UE, ma anche potenze emergenti come la Cina e l’India.  È per questo motivo che l’idea di costruire un nuovo quadro internazionale di libero scambio e libera circolazione delle persone con altri tre Paesi del Commonwealth ha rapidamente guadagnato trazione. Il nome di questo blocco proposto è CANZUK: Canada, Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito.

CANZUK: la risposta anglosassone all’UE

CANZUK precede il cruciale referendum sulla Brexit di circa un anno. È il 2015 quando il gruppo di advocacy internazionale CANZUK appare sulla mappa, proponendo un nuovo sistema radicale di cooperazione tra i quattro Paesi, che possiedono “legami commerciali condivisi, aspirazioni geopolitiche e una venerabile tradizione costituzionale nel corso dei secoli”.

La logica dietro CANZUK è semplice: gli standard di vita simili, i livelli di reddito, il retroterra culturale e il patrimonio comune dei Paesi membri faciliterebbero gli accordi volti a integrare ulteriormente le economie e il flusso di beni, persone e capitali. Il blocco risultante potrebbe quindi esprimere molta più influenza nelle questioni politiche ed economiche in tutto il mondo, insieme a una partnership militare ancora più stretta che eleverebbe i Paesi membri da semplici partner regionali degli Stati Uniti ad alleati autonomi con una significativa capacità di proiezione di potenza. Si potrebbe dire che la CANZUK è idealmente la risposta anglosassone all’UE, costruita intorno a un insieme molto più omogeneo di Paesi, che non incorrerebbe in crisi determinate dalle diverse e complesse divisioni socioculturali tra gli Stati membri.

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Dalla Federazione Imperiale alla prima guerra mondiale

In questa visione, il ruolo della monarchia britannica nella persona della regina o del re in carica fornisce una solida base costituzionale. Non è sorprendente, considerando che l’antenato più vicino al CANZUK, più dell’attuale Commonwealth, è la cosiddetta Federazione Imperiale. La federazione era una proposta del XIX secolo per riformare l’Impero britannico in uno stato sovranazionale costituito dalle sue ex colonie, che avrebbero condiviso un parlamento pur ottenendo un ampio grado di autogoverno. La federazione avrebbe gestito gli affari esteri e l’uso della forza militare. Alla fine, l’idea svanì con l’inizio della prima guerra mondiale, che risvegliò il nazionalismo latente sia nelle colonie che nei domini.

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La bandiera del Commonwealth.

I numeri del CANZUK

Sicuramente, i numeri della CANZUK sarebbero impressionanti: se l’unione fosse realizzata oggi, il suo PIL ammonterebbe a più di sei trilioni di dollari, mettendo il blocco dietro solo alla Cina e agli Stati Uniti. La popolazione complessiva sarebbe di circa 135 milioni e, se mantenuta allo stesso livello, le spese militari supererebbero i cento miliardi di dollari. Questo, ancora una volta, metterebbe la CANZUK al terzo posto a livello mondiale, dietro Cina e Stati Uniti. Quest’ultima misura non dovrebbe essere scontata: CANZUK International sostiene che una federazione dell’anglosfera giocherebbe un ruolo vitale nel sostenere il ruolo degli Stati Uniti come “poliziotto mondiale” e nel contrastare l’espansione cinese nell’area del Pacifico, idealmente dalle basi dell’Australia.

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Un sogno non solo per i britannici

Il CANZUK potrebbe non essere solo un sogno per i britannici che cercano di consolarsi dalla perdita percepita di influenza globale generata dalla Brexit: il recente accordo commerciale tra Regno Unito e Australia è stato salutato dal CANZUK International come un passo avanti nella graduale realizzazione del programma. In effetti, l’accordo ha molte delle caratteristiche desiderate dai sostenitori dell’unione sovranazionale: rimozione delle tariffe, leggi più permissive per il funzionamento dei servizi finanziari e legali tra i due Paesi e un accesso comune alle reciproche reti di telecomunicazioni pubbliche, ma anche un meccanismo facilitato per promuovere la mobilità e i soggiorni permanenti dei cittadini britannici e australiani nei loro rispettivi Paesi.

Anche il principale partito d’opposizione canadese, i conservatori, ha appoggiato l’idea del CANZUK: il leader del partito Erin O’Toole ha introdotto una proposta di attuazione di un trattato CANZUK nel programma elettorale del partito, che è tuttora in vigore. È da vedere se, in caso di vittoria elettorale, i tories canadesi attueranno la proposta. In generale, CANZUK International spera che altri accordi commerciali possano essere firmati tra Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda seguendo il quadro dell’accordo Regno Unito-Australia.

Si può dire molto dell’ambizione di proposte come CANZUK o del concetto generale di una “Gran Bretagna globale” che supera la durezza dell’immediato periodo post-Brexit per raggiungere nuovi picchi come una potenza commerciale “bucaniera” e intraprendente, e lo scetticismo spesso abbonda intorno alla fattibilità effettiva di tali piani. Indipendentemente da ciò, anche l’UE dovrebbe tenere d’occhio i piani della Gran Bretagna per il futuro: se questo Paese riesce a raggiungere anche solo parzialmente gli obiettivi fissati dalle sue élite politiche (vale la pena ricordare che, anche se ampiamente popolare in Gran Bretagna, il piano CANZUK non è stato esplicitamente approvato dall’amministrazione Johnson), le idee e le narrative che circondano la Brexit potrebbero essere rivendicate in una certa misura, e mettere il blocco europeo in un’altra profonda fase di riflessione.

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