Il sistema educativo cinese sta (forse) cambiando

Il sistema educativo cinese sta (forse) cambiando
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È uscita recentemente la notizia che il sistema educativo cinese sia in procinto di cambiare, almeno un minimo. Il 23 ottobre Pechino ha varato una nuova legge sulla promozione dell’educazione famigliare. Questa legge vuole allentare la grande competitività scolastica e ridurre le spese esose che le famiglie sostengono per permettere ai figli di studiare.

Ma come funziona, o come ha funzionato, il sistema educativo cinese?

Nel passato

Nell’antica Cina, l’educazione era indirizzata prevalentemente verso la filosofia, la poesia e la religione, conformemente agli insegnamenti di Confucio. Lo studio, che si basava sulla lettura ripetitiva dei Cinque classici e dei Quattro libri, è stato la base fondamentale dell’educazione: a ciò va riconnesso il culto degli antenati e della tradizione.

Solamente dopo il diciannovesimo secolo le scuole missionarie cristiane ebbero grande influenza sul sistema educativo cinese, soppiantando quello imperiale, in uso fino a quel momento. Questo provocò le proteste degli intellettuali cinesi e del Movimento Studentesco Anticristiano, i quali rivendicavano la laicità dell’educazione e la sovranità del Governo cinese in materia di istruzione.

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La moderna pedagogia cinese

Dalla metà del diciannovesimo secolo inizia l’epoca della moderna pedagogia cinese, basata sull’educazione scientifica e sulla scienza dell’educazione. In questo senso, un grande contributo fu portato dal pedagogista J.F. Herbart il quale, in sintonia con l’ideologia pedagogica cinese, attribuiva una grande funzione morale all’educazione. La sua metodologia fu applicata con la riforma Guimao del 1904.

Nel 1911 venne fondato la Repubblica Popolare Cinese, la quale perseguiva l’idea di un’educazione democratica. Il nuovo sistema educativo forniva grande importanza all’autonomia organizzativa degli studenti. Solamente con la Riforma renxu del 1922 il modello americano prese ufficialmente il posto di quello giapponese. L’istruzione primaria si accorciò di un anno e si prolungarono le scuole secondarie, aggiungendovi indirizzi professionali. Inoltre si garantì più flessibilità alle scuole nell’organizzazione.

Ad oggi lo scopo dell’insegnamento-apprendimento ruota attorno a tre concetti, ovvero acquisire conoscenze e competenze per sé stessi, contribuire allo sviluppo della società e ottenere rispetto sociale e miglioramenti sociali.

Foto: Pixabay.

Il metodo di insegnamento

L’insegnamento su cui si basa il sistema educativo cinese si serve in larga parte della ripetizione e della memorizzazione, in quanto gli studenti utilizzano lo stesso modello per affrontare qualsiasi compito. Questo metodo si compone di quattro fasi: imparare a memoria la materia, cercare di capire le intenzioni e le idee sottostanti, applicare la comprensione della materia alle situazioni che richiedono l’uso di tale conoscenza e mettere in discussione la materia originaria ed eventualmente modificarla.

Ogni forma di conoscenza è legata a doppio filo all’attività pratica (propria o già svolta da altri). In questo modo, la riflessione e la rielaborazione dell’attività pratica consentono di raggiungere una conoscenza profonda dell’oggetto in esame. Questa metodologia comprende l’acquisizione di competenze trasversali: diligenza, resistenza al duro lavoro, perseveranza e raccoglimento.

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Un sistema molto competitivo

Tutto il sistema educativo cinese non è finalizzato alla preparazione al mondo del lavoro ma agli esami di ammissione alle scuole di ordine superiore. Pertanto vi è scarsa propensione verso gli studi tecnici e professionali.

In questo mondo scolastico, la curiosità e spontaneità del bambino sono mediate dall’insegnante, dove l’autorità dell’adulto genera autodisciplina nell’allievo. Questa è avvantaggiata dalle stringenti regole e dai vincoli esterni. Si può riassumere affermando che il modello educativo è centrato sull’insegnante, non sull’alunno, come accade spesso in Occidente.

L’organizzazione scolastica

Nel sistema educativo cinese, l’anno scolastico inizia i primi di settembre e termina a luglio. Le lezioni si tengono dal lunedì al venerdì e i programmi sono strettamente vincolati alle mete e alle finalità didattiche.

L’educazione morale alla scuola primaria mira a trasmettere i cinque amori, ossia l’amore per la patria, per il popolo, per il lavoro, per la scienza e per il socialismo. Durante la scuola primaria e secondaria di primo grado è richiesto ai bambini un impegno di tipo manuale in attività di produzione artigianale, agricoltura e pulizia dell’ambiente. Vi è una distinzione tra scuole dell’infanzia e asili nido, nei quali i bambini possono fermarsi anche a dormire.

La valutazione si effettua sulla base di tre criteri: ampiezza e profondità dell’argomento, applicazione di conoscenze fondamentali e perfezione morale personale. Il maestro deve mostrare approfondite conoscenze e abilità nel rispondere ai quesiti, e deve presentarsi modello morale esemplare. La sua autorità è strettamente connessa alla responsabilità dell’allievo. L’aspetto cooperativo dell’apprendimento è, fin dalla tenera età, rivestito di una particolare importanza in quanto i piccoli sono fin da subito abituati a pensarsi come membri di un gruppo.

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Per una visione più completa dell’argomento si consiglia la lettura di Culture migranti. Luoghi fisici e mentali d’incontro, a cura di Laura Cerrocchi e Annamaria Contini.

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Pubblicato da Marco Capriglio

Capo ufficio stampa di theWise Magazine, sono nato a Scandiano (RE), nella terra di Lazzaro Spallanzani e dell'Orlando Innamorato. Laureato in Scienze dell'Educazione e laureando in Scienze Pedagogiche presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sono un educatore e sogno la cattedra come docente di sostegno.