Sono vivi da 46 mila anni e sono la speranza dell’immortalità: la scoperta che rivoluziona il mondo

Recentemente, sono stati scoperti degli esseri viventi ancora in vita dopo 46.000 anni. Ora l’immortalità diventare possibile.

L’immortalità è il sogno di ogni generazione di esseri umani, non solo dal punto di vista religioso o filosofico, ma anche scientifico. Infatti, ci sono alcuni scienziati che stanno studiando il modo per raggiungerla. In modo particolare, lo scienziato Aubrey de Grey sta lavorando su delle terapie capaci di contrastare l’invecchiamento.

esseri viventi ancora in vita dopo 46.000 anni
Scoperti esseri viventi vivi dopo 46.000 anni – thewisemagazine.it

Per comprendere il motivo per cui un essere vivente invecchia, bisogna analizzare soprattutto la vita delle molecole e delle cellule. Infatti, man mano che gli anni passano, i tessuti si deteriorano, formando una serie di accumuli di “spazzatura”. Questi ultimi vanno ad aggregarsi nelle cellule, interrompendo il corretto funzionamento dell’organismo.

Tuttavia, gli esseri viventi sono stati progettati per riprodursi e per evolversi, e non per mantenere costantemente in vita un singolo individuo.

Immortalità e sonno criogenico: l’ultima scoperta è sensazionale

Alcuni ricercatori hanno compiuto una scoperta sensazionale, che potrebbe aprire le porte verso una rivoluzione nel campo della medicina: sono stati rinvenuti dei vermi ancora in vita dopo 46.000 anni, all’interno di un ghiacciaio della Siberia. Per la precisione, li hanno trovati addormentati, quasi come in un lungo sonno criogenico.

esseri viventi ancora in vita dopo 46.000 anni
Vermi ancora vivi dopo 46.000 anni – thewisemagazine.it

Quest’ultimo è un altro grande sogno dell’umanità, forse l’unico in grado di far diventare realtà i viaggi interstellari. Infatti, questo ipotetico metodo consentirebbe agli astronauti di addormentarsi per centinaia di anni, congelando l’organismo umano per non farlo invecchiare.

Quindi, la scoperta di questi speciali vermi apre uno spiraglio anche nel settore spaziale, in modo particolare nei viaggi con umani a bordo verso altre stelle. E non solo: secondo gli esperti il sonno criogenico sarebbe utilissimo anche sulla Terra, per addormentare tutti coloro che soffrono di un problema incurabile, per poi risvegliarli in un altro secolo o in altro millennio, dove la medicina si è evoluta al punto di poter curare la malattia.

Tuttavia, pensare al lungo sonno di questi vermi, durato circa 46.000 anni, regala delle emozioni uniche e mai provate prima, poiché quando hanno cominciato il loro sonno criogenico naturale, c’erano ancora i mammut e l’Homo Sapiens stava muovendo i suoi primi passi.

Oggi gli scienziati li hanno scongelati e sorprendentemente sono ritornati in vita, anche se leggermente disidratati. Inoltre, analizzando il loro DNA si è scoperto che questo letargo, chiamato criptobiosi, blocca i vari processi metabolici. Quello che sorprende di più è che per 46.000 anni siano stati sempre congelati, e che la disidratazione li abbia aiutati a produrre lo zucchero, utile per mantenerli in vita durante il lungo sonno a 80°C sotto zero.

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