IRPEF, attenzione alla scadenza di gennaio: ultima possibilità per mettersi in pari

In questi giorni di festa nessuno ha voglia di pensare alle tasse, ma è imminente una scadenza da tenere ben presente: vedi alla voce Irpef.     

L’annuncio era stato dato prima delle festività natalizie ed era stato accolto come un gradito dono sotto l’albero: per le persone fisiche titolari di partita Iva con fatturato (ricavi o compensi riferiti al periodo d’imposta 2022) entro 170mila euro è concesso il pagamento a rate (mensili e fino a 5) del secondo acconto Irpef, con la data del versamento slittata dal 30 novembre 2023 al 16 gennaio 2024. Per i forfettari, invece, la musica cambia.

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I contribuenti avranno la possibilità di diluire in 5 rate mensili – tra gennaio e maggio 2024 – il versamento dell’imposta dovuta. (Thewisemagazine.it)

Il “regalo” ai contribuenti era uno degli obiettivi della riforma fiscale prevista dal governo Meloni, concepita proprio nell’intento di distribuire più equamente, nel corso dell’anno fiscale, il carico delle imposte, ferme restando le modalità di calcolo dell’importo da versare. I contribuenti avranno dunque la possibilità di diluire in 5 rate mensili – tra gennaio e maggio 2024 – il versamento dell’imposta dovuta. Guai però a non rispettare la scadenza.

Il versamento dell’Irpef dalla A alla Z

Ricordiamo che sono tenuti al versamento dell’acconto Irpef i contribuenti per i quali risulti un’imposta – al netto di eventuali detrazioni, crediti d’imposta e ritenute – superiore a 51,65 euro. L’acconto Irpef dovuto corrisponde al 100% dell’imposta dichiarata nel corso dell’anno, e va saldato in una o due rate, a seconda dell’importo. Nello specifico, se l’importo è inferiore a 257,52 euro, va effettuato un unico versamento entro il 30 novembre. Se supera quel valore, la prima rata (pari al 40% del dovuto) è da versare entro il 30 giugno, e la seconda (il restante 60%) entro il 30 novembre, di norma in un’unica soluzione.

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La data ultima per mettersi in regola è quella del prossimo 16 gennaio e va assolutamente rispettata, per non incorrere in salate sanzioni. (Thewisemagazine.it)

Come detto, per quest’anno è prevista un’eccezione per il secondo acconto Irpef, ma la data ultima per mettersi in regola è quella del prossimo 16 gennaio e va assolutamente rispettata, per non incorrere in salate sanzioni. Il rinvio è esteso anche al versamento, in un’unica soluzione, dell’acconto relativo alle imposte sui redditi. Per quanto riguarda l’impresa familiare e all’azienda coniugale, invece, la proroga è applicabile solo al titolare e non anche ai collaboratori.

Tra i pilastri della riforma fiscale del governo Meloni c’è anche l’accorpamento delle prime due aliquote Irpef: nel 2024 gli scaglioni si ridurranno da quattro a tre, accorpando in un’unica aliquota – al 23% – le prime due. In particolare, le nuove aliquote in vigore dal prossimo anno saranno le seguenti:

  • 23% per chi ha redditi fino a fino a 28.000 euro
  • 35% per i redditi compresi tra 28.000 euro e 50.000 euro
  • 43% per chi ha redditi superiori a 50.000 euro.

Per i redditi da lavoro dipendente fino a 8.500 euro, invece, vige la no tax area (parificata a quella già in vigore per i pensionati).

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