Storia del pensiero filosofico: Platone

0 Condivisioni

«Professore, può consigliarmi un breve compendio per capire Platone?»

A questa domanda il docente, uno stimato professore dell’università di Bologna, rispose: «Qualcuno una volta disse che ‘tutta la storia della filosofia occidentale non è che una serie di note a margine su Platone’, e lei viene qui a chiedermi un breve compendio. È evidente che ha fallito lei come studente e, soprattutto, io come professore. Facciamola finita, appoggi la sua testa alla mia, tiriamoci una revolverata».

Questo breve aneddoto, di cui chi scrive è stato realmente testimone, serve soltanto a far presente una cosa: aspettarsi di capire Platone (proprio come, più o meno, qualsiasi altro autore trattato in questa sede) in un paio di paginette non solo è indice di pazzia, ma è anche degno di una revolverata. Una volta che questo è chiaro, comunque, niente ci impedisce di chiacchierare di questi grandi pensatori e, perché no, provare a tirarne fuori qualcosa d’interessante.

Figlio della élite democratica e nipote di Crizia e Carmide, due dei famosi Trenta tiranni che nel 404 a.C. instaurarono un fragile regime nella pòlis greca, Platone nasce ad Atene nel 428/7 a.C., intorno alla metà di maggio. Il settimo giorno del mese di Targelione, ad essere precisi: giorno in cui, per gli abitanti di Delo (isoletta greca nel mar Egeo), nacque anche Apollo. La famiglia del filosofo, profondamente ateniese, ci dice molto sullo stato in cui versava il clima politico dell’epoca.

Avvenimento centrale nella vita del giovane Platone, comunque, rimane l’incontro con Socrate, il quale sarà protagonista di praticamente tutti i suoi dialoghi. Socrate, come abbiamo visto, viene condannato a morte, e questo conduce Platone a un profondo conflitto con il resto della sua famiglia: egli rinuncerà infine ad ogni sua partecipazione diretta nelle vicende politiche ateniesi. Platone crede infatti che la città abbia bisogno di una riforma tanto radicale da risultare impossibile da compiere per un solo uomo.

L’articolo completo è disponibile sul nostro magazine alle pagine 29-31.

0 Condivisioni

Raffaele Lauretti

Il succo della storia fin qui: qualche tempo fa nacqui e, bisogna ammetterlo, questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. Subito, infatti, conosco l'inevitabile angoscia del dover vivere una vita breve in un mondo assurdo: la palude bonificata dal fascismo. Ho conseguito la maturità al Liceo Scientifico G. B. Grassi di Latina; proprio in quegli anni scopro di avere, per una rarissima coincidenza, lo stesso sex appeal di una contusione. Decido quindi di abbandonare le scoline e trasferirmi a Bologna, dove studio filosofia per cercare di sfuggire alle logiche stringenti degli algoritmi del Capitale. Sono un ministro della Chiesa Dudeista (sì, quella del Grande Lebowski) e, nel tempo, credo di essermi fatto prendere la mano dall'epistemologia. Quando non sono a prendere una laurea triennale, ascolto musica da neri e scrivo di rap per un paio di siti (Rockit, La Casa del Rap), rifuggo l'INPS, mi rintano nelle carni altrui, preparo ottime carbonare. Dopo aver diretto la sezione di musica de Il Meglio di Internet per qualche mese, sono approdato su theWise dove, visti e considerati i miei studi di cui sopra, curo una rubrica in cui cerco di approfondire i pensatori che maggiormente hanno influenzato il pensiero occidentale. Nonostante io mi consideri un asociale con brio, posso dire di divertirmi abbastanza. Ah, una volta Guè Pequeno mi ha insultato e non so bene cosa pensarne.