Gli studenti prima di Ancestors Legacy:
Bello ma non si applica: The Guild 3
Bello ma non si applica: Crusader Kings
Bello ma non si applica: Vermintide 2
Bello ma non si applica: Tomb Raider
Bello ma non si applica: Frostpunk


Ancestors Legacy è la nuova creazione di Destructive Creations. Probabilmente a ben poche persone questo nome suonerà familiare, provocando addirittura ribrezzo in coloro che lo riconosceranno. Destructive Creations è infatti lo studio polacco dietro a capolavori come Hatred, che ricordiamo sommessamente per lo scandalo generato, e IS Defence, un arcade in cui l’obbiettivo è uccidere un sacco di miliziani utilizzando una mitragliatrice fissa. In entrambi questi giochi la violenza fa da padrone, portando il giocatore in un mondo di sangue, smembramenti e tutta una serie di altre cose politicamente poco corrette. Persino i messaggi veicolati sono a dir poco discutibili: possiamo infatti leggere nella descrizione di IS Defence su Steam come terroristi che assediano le spiagge europee siano la presa di posizione dello studio rispetto ai recenti avvenimenti nella penisola arabica.

Ancestors Legacy ne raccoglie l’eredità

La violenza è un argomento così comune oggigiorno che anche in questa rubrica è già stata ampiamente trattata. In un posto come una zona di guerra non è sicuramente fuori luogo ed è uno dei cavalli di battaglia di Ancestors Legacy. Parliamo infatti di uno strategico a squadre non troppo dissimile dal conosciutissimo Company of Heroes, o volendosi concedere un paragone storicamente più vicino, uno Spellforce senza draghi. Ecco che quindi le già ampie conoscenze di Destructive Creations nel fabbricare videogiochi il più esplicitamente violenti possibile si ritrasformano in un genere diverso, dove questa volta sono sicuramente più accettabili. Ancestors Legacy possiede infatti un dettaglio incredibile a livello microscopico che potrebbe sfuggire ai più: la modalità spettatore sulla singola unità. Non si tratta infatti della prima volta che abbiamo a che fare con qualcosa di simile, già per esempio implementato all’interno dei giochi della serie Total War, ma è sicuramente una delle poche in cui possiamo osservarla in uno strategico in tempo reale. Il perché di questa scelta è presto detto: in un gioco in cui il ritmo dovrebbe essere frenetico, in cui ogni decisione dovrebbe essere presa il più rapidamente possibile pur mantenendo un acume tattico e strategico, perdere tempo a osservare le proprie unità che combattono porta rapidamente alla rovina. Stranamente però, uno dei punti di forza di Ancestors Legacy sta proprio in questa sorta di controtendenza, che concede al giocatore lo spazio e gli strumenti per godersi lo spettacolo osservandolo nella maniera più minuziosa possibile. Da questo punto di vista lo studio di sviluppo si è infatti sbizzarrito e nell’ambito delle schermaglie su piccola scala tipiche di Ancestors Legacy l’effetto di questa attenzione al dettaglio riesce a risaltare. Anche qui parliamo di qualcosa di già visto, e sempre sulla famosa serie di Creative Assembly, ma al contrario di ciò che avviene nei Total War il diverso contesto fa sentire questa meccaniche assolutamente di casa: i duelli e le uccisioni in combattimento.

Ancestors Legacy
Violenza, sangue, brutalità e tante tecniche di combattimento diverse in alta definizione? Sì grazie.

Ancestors Legacy riesce infatti a rendere il combattimento e la sua visione veloce quanto brutale. Il risultato dei combattimenti tra le squadre tende a essere deciso nei primi secondi di combattimento, grazie anche alla pletora di diverse tecniche applicabili tra le quali imboscate e cariche. Questo sistema lascia il giocatore libero di godersi, anche se generalmente per non più di qualche decina di secondi, ciò che accade sullo schermo: I soldati che si affrontano in piccoli duelli improvvisati, le tecniche di combattimento applicate diversamente a seconda della tipologia di arma, le diverse reazioni in base al morale, o anche solo quei due o tre secondi di brutalità conseguenti a un imboscata ben riuscita che spazza via completamente una squadra nemica. A complementare questo ideale di gioco veloce si affianca il sistema economico di Ancestors Legacy, che prevede sì la gestione delle basi, ma in maniera semplificata. Ci troviamo infatti di fronte al classico sistema a risorse collegato ai punti di controllo, molto tipico di titoli strategici e non particolarmente innovativo, gestito però in maniera davvero veloce e intuitiva tramite l’interfaccia di gioco. Il sistema dei punti di controllo però si arricchisce di ulteriori complicazioni che riguardano solo il combattimento: è infatti possibile colpire direttamente la produzione di risorse avversarie senza privarli direttamente del controllo territoriale. Questa caratteristica rende Ancestors Legacy ancora meno statico e fa sì che il gioco si orienti, soprattutto nell’ambito del multigiocatore, in maniera molto offensiva. Tuttavia, se da una parte questa caratteristica sembra degna di lode, dall’altra significa che raramente assisteremo a rimonte o a cambi dell’andamento di gioco di particolare importanza: un paio di schermaglie vinte significheranno infatti il raggiungere un vantaggio incolmabile che quasi inevitabilmente porterà come una valanga a un finale decisamente scontato. Un vero peccato considerando lo spettacolo offerto da pilastri degli strategici come Starcraft.

Ancestors Legacy
I combattimenti su Ancestors Legacy sono quasi sempre in scala minore rispetto agli altri strategici. Fanno eccezione alcune particolari parti della campagna.

Questa sensazione di ineluttabilità lasciataci quindi dalle decisioni iniziali della nostra partita si trasforma in una dura conferma quando osserviamo le unità a disposizione delle quattro diverse fazioni di gioco. Potremo infatti affrontare la nostra esperienza all’interno di Ancestors Legacy come gli ormai onnipresenti Vichinghi, gli Anglosassoni, gli Slavi e i Germanici. Come è ovvio aspettarsi, queste fazioni hanno delle caratterizzazioni ben curate e riescono a portare una sensazione filologica, obbiettivo dichiarato di Ancestors Legacy, ma a livello di bilanciamento soffrono di problemi non indifferenti. La cosa infatti sicuramente più sconcertante è il tentativo di applicare un classico sistema sasso-carta-forbice a un metodo di gioco che ci concede di scegliere soltanto uno di questi strumenti. Questa nostra scelta si rifletterà su tutto l’inizio della nostra partita, permettendoci di usufruire solamente di uno dei tre tipi di fanteria facenti parte del suddetto sistema, mettendoci quindi automaticamente in una situazione di estremo vantaggio o svantaggio per tutti i primi minuti del nostro tempo di gioco a seconda della fazione scelta. Minuti che a prescindere dalle nostre decisioni determineranno in quasi tutti i casi l’esito finale della nostra schermaglia in un ambiente in cui ogni piccolo vantaggio conta in maniera assolutamente sproporzionata. Allontanandoci dall’ambiente multigiocatore, decisamente inferiore allo standard offertoci dai titoli concorrenti, riusciamo però a trovare i dettagli senza dubbio positivi di questo titolo: la cura infusa a livello artistico. Non parliamo di nulla al livello degli scenari mastodontici e meravigliosi di Spellforce III, ma sicuramente ci troviamo di fronte a qualcosa di ampiamente superiore alla media e in grado di potersi dire unico del suo genere. Risulta persino facile riconoscere la provenienza della casa di sviluppo dalla sua scelta in ambito delle cutscene, sostituite degnamente dalle creazioni del team artistico di Destructive. Ampio spazio anche in questo ambito viene dedicato a persone smembrate e ad arti mozzati, ma nonostante tutto la narrativa e la grafica supportano questa scelta stilistica in maniera adeguata, riuscendo stranamente a non sembrare inappropriati come invece sicuramente possono essere i titoli precedenti sfornati (e autopubblicati) da questo studio. Che dietro a questa scelta, per lo più politica, vi sia lo zampino del nuovo editore 1C Company? Quale che sia il caso, questa scelta allontana la pietra dello scandalo da Ancestors Legacy e lo rende sicuramente più adatto a un pubblico più ampio.

Ancestors Legacy
La varietà offerta nel campo delle unità può essere limitata nella tipologia, ma visivamente si esprime in maniera davvero eccelsa.

Ancestors Legacy avrà un lascito?

Davvero difficile a dirsi se Ancestors Legacy possa essere qualcosa di più di una effimera chimera. I presupposti per poter ottenere uno strategico davvero ampio e variegato sono tutti presenti. Certo, i titani con cui misurarsi sono quasi imbattibili, ma considerando le umili origini di questo titolo e la apparente totale inesperienza di Destructive nel campo degli strategici fanno sperare solo in un costante miglioramento. Purtroppo allo stato attuale non parliamo di un prodotto completo e anche i costanti aggiornamenti risultano deleteri alla fruizione stessa, non in maniera incisiva ma comunque qualcosa che valga la pena sottolineare. Ancestors Legacy si traduce comunque in un titolo che vale assolutamente la pena consumare, ma che una volta terminato lascia un po’ una sorta di vuoto dentro il giocatore, il genere di vuoto che può solo portarti a pensare quanto ti vada di reinstallare qualcosa di più profondo e sviluppato.

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Nato a Predappio (FC) il 29 ottobre 1995, termino i miei viaggi a Rimini dopo una parentesi Emiliana nella ridente frazione di Montecavolo. Attirato sin da piccolo da videogiochi, armi e storia militare, non necessariamente in quest'ordine. Ho sempre sapientemente coniugato questi interessi alla mia attitudine nel farmi del male nelle maniere più spettacolari. Termino momentaneamente il mio percorso di studi conseguendo un diploma da Dirigente di Comunità all'IPSIA "L. Battista Alberti" poiché "il pezzo di carta s'ha da fare". Quando non sono occupato a sprecare il mio poco tempo rimanente su questa terra giocando a videogiochi noiosi mi dedico ad attività più eccitanti e molto più pericolose, quali il maneggio di armi a polvere arcaiche, dormire in tenda con -5° a fianco del letto di un fiume, la costruzione di forni in argilla con tecniche del XV secolo e farmi picchiare da gente più in forma di me con armi bianche spuntate. Da poco tempo a questa parte mi dedico anche alla "scrittura", sempre che così si possa definire quello che faccio, partendo da alcuni piccoli articoli su IMDI: http://ilmegliodiinternet.it/author/alan_pasquali/