blink-182 Italia, intervista al fan club della band californiana

blink-182 Italia, intervista al fan club della band californiana
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Il 2 agosto 2022 si celebrano i trent’anni di carriera dei blink-182. In questo numero abbiamo incontrato blink-182 Italia, il fan club italiano del noto trio californiano.

Ciao ragazzi! Chi siete?

«Ciao! Siamo Ricc, Eddie, Sam, Lore, Eli, Gab e Vlad di blink-182 Italia. Dal 2009 ci occupiamo di aggiornare e intrattenere i fan dei blink-182. Siamo davvero entusiasti di gestire quotidianamente una comunità così appassionata di decine di migliaia di persone sparse in tutto il mondo – il vero cuore pulsante di blink-182 Italia!».

Riunione degli amministratori di blink – 182 Italia a Milano nel 2013.

Quest’anno si celebra il trentennale della fondazione dei blink-182. Cosa significa per voi il pop punk?

«Il pop punk è un genere musicale molto più variegato di quanto si possa pensare. Significa tante cose. Musicalmente, prende il meglio del pop e del punk: le melodie irresistibili del pop e l’energia esplosiva del punk. Soprattutto, però, il pop punk è per noi un rifugio dove sappiamo di poter trovare tanti artisti che ci comprendono e cantano delle nostre vite».

Nei testi si parla di feste, amori più o meno corrisposti, skateboard… ma anche momenti seri e di preoccupazione per il futuro. Vi riconoscete ancora negli “ideali” del pop punk? Cosa è cambiato dalla vostra adolescenza?

«Anche dopo tanti anni, possiamo certamente dire che il pop punk resta un punto fermo nelle nostre vite, non soltanto in termini di preferenze musicali, ma anche, come giustamente dici, da un punto di vista ideale.

Il pop punk è cambiato molto nel corso del tempo, ma un elemento di fondo che per noi rimane molto importante è la sua spensieratezza. Come cantano i blink-182, “no one should take themselves so seriously”! È un messaggio incarnato molto bene dalla nostra band preferita: sii te stesso senza remore e fregatene dell’opinione altrui!».

Leggi anche: Il pop punk tratta anche tematiche serie.

Siete mai riusciti a incontrare il trio californiano?

«Certo che sì! Al di là dei concerti, abbiamo avuto il piacere di incontrare in particolare Mark e Tom in più occasioni, sia nei backstage sia durante alcuni loro viaggi di piacere in Italia, un Paese che amano molto. Si sono sempre dimostrati umili, amichevoli e alla mano, proprio come vuole la loro reputazione. Capita ogni tanto di scambiarsi due parole anche online».

Eli e Ricc con Mark a Venezia nel 2014.

Parliamo di un tema caldo, caldissimo. Meglio con o senza Tom?

«Tema veramente caldissimo! Meglio avere dei blink-182 pienamente operativi. Se Tom è in grado di garantire questa condizione, bene, altrimenti lo sosteniamo con tutto il cuore nelle sue avventure al di fuori della band. Matt Skiba, che ha preso il posto di Tom nel 2015 con grande coraggio e professionalità, ha fatto finora un ottimo lavoro.

Ovviamente, senza un membro importante come Tom la band è profondamente diversa, ma noi siamo orgogliosamente fan anche del nuovo corso».

Un sound che in trent’anni è cambiato tantissimo: dai suoni distorti di Carousel ai suoni quasi elettronici di NINE. Quali sono i “vostri” blink-182?

«Ti potremmo dare tutti una risposta diversa! Vedi, il bello dei blink-182 è proprio questo: non esistono due loro album uguali. La costante evoluzione è proprio la cifra artistica dei blink-182. Tante band pop punk sono rimaste affezionate a un sound che andava forte tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, ma non i blink-182.

Loro sono sì stati tra i portabandiera di quel momento, ma non hanno mai avuto paura di cambiare, anzi, hanno sempre abbracciato il progresso. È anche questo ciò che rende i blink-182 una band dall’appeal universale: è garantito che almeno un paio di canzoni dal loro vasto, eterogeneo catalogo piaceranno a tutti».

Leggi anche: Il pop punk tratta anche tematiche serie – parte seconda.

Cosa aspetta il futuro dei blink-182? E quello del pop punk?

«Molto difficile dirlo. I blink-182 non hanno passato un periodo semplice nell’ultimo paio d’anni, ma finalmente il trio sembra essere tornato al lavoro su nuova musica. Siamo probabilmente ancora in una fase embrionale e riteniamo che bisognerà aspettare un po’ prima di sentire qualche nuova canzone, ma non abbiamo dubbi che la nostra pazienza sarà lautamente ricompensata.

Nel frattempo, non bisogna dimenticare che tutti e tre i membri dei blink-182 amano tenersi impegnati anche individualmente. Mark ha appena co-fondato un’innovativa casa discografica che lo vede spesso nelle vesti di produttore per altre band, soprattutto giovani. Matt è un noto stacanovista costantemente al lavoro su nuova musica, in questo periodo dei suoi Alkaline Trio. Travis praticamente vive in studio collaborando con i più disparati artisti e si gode la sua nuova vita di grande celebrità nel mondo dei reality. Quanto al futuro del pop punk, ci sentiamo di essere ottimisti: è un genere musicale vivo e vegeto capace di attrarre sempre nuova linfa.

E sarebbe una manchevolezza grave non menzionare la scena italiana, indubbiamente una delle più dinamiche al mondo: band come WEL, The Last Confidence, Out For Summer e tante altre ci rendono fieri della musica nostrana».

E Tom… tornerà?

«La domanda da un milione di dollari! Chi lo sa? Noi consigliamo di tenere gli occhi aperti!».

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Pubblicato da Marco Capriglio

Vicepresidente di theWise Magazine, sono nato a Scandiano (RE), nella terra di Lazzaro Spallanzani e dell'Orlando Innamorato. Pedagogista di formazione e aspirante docente di sostegno, scrivo soprattutto di disabilità, inclusione e scuola.

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