Le puntate precedenti:

  1. Diego Costa
  2. Robin Van Persie
  3. Eusebio Di Francesco
  4. Emiliano Mondonico
  5. Julio Cesar, “l’acchiappasogni
  6. Mario Götze
  7. Didier Deschamps
  8. Claudio Marchisio

Bentornati al consueto appuntamento mensile di Back Home, rubrica sportiva che arriva al nono episodio di dodici totali e che ci ha portato in lungo e in largo in giro per il mondo, raccontando una sorta di romanticismo sportivo legato ai giorni nostri. Stavolta, questo racconto cambierà faccia. Dalla classica storia emozionante di un giocatore di calcio andremo a parlare di qualcosa di sentimentalmente simile, ma completamente diverso dal punto di vista sportivo. Lasceremo infatti l’erba curata dei campi da calcio per trasferirci sull’asfalto. Cambierà il formato ma l’emozione è sempre la stessa. Tratteremo infatti della storia di Kimi Raikkonen, prossimo ex-pilota della Ferrari che è stato al centro di una trattativa che ha sconvolto il mercato della Formula 1. L’ultimo ad aver vinto il mondiale con la Rossa di Maranello è proprio lui, che vinse la classifica piloti nel lontano 2007. Dopo aver corso per tante stagioni con la scuderia di Maranello, Kimi approderà all’Alfa Romeo Sauber, team considerato un “satellite” del Cavallino. Proprio dal team svizzero infatti arriva il giovane talentino Charles Leclerc, che sarà affiancato a Sebastian Vettel dalla prossima stagione fino al 2022. Kimi perciò tornerà a correre per la scuderia svizzera che lo lanciò nel mondo della Formula 1 nei primi anni Duemila. Un intreccio che ci porterà non solo attraverso il mondo delle corse dei prototipi più famosi al mondo, ma anche nel panorama del Rally e della NASCAR.

Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel, compagni di squadra alla Ferrari fin dal 2015. Nella prossima stagione il finlandese correrà in Sauber. Foto: LaPresse.
Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel, compagni di squadra alla Ferrari fin dal 2015. Nella prossima stagione il finlandese correrà in Sauber. Foto: LaPresse.

Kimi Raikkonen, pilota non convenzionale

La carriera di Kimi Raikkonen è una storia alquanto curiosa: mentre adesso i piloti che partecipano alla Formula 1 spesso affrontano uno “stadio intermedio” in GP2, il giovane pilota finlandese si ritrovò su un prototipo poco dopo essere uscito dalle corse dei kart. Venne invitato a prendere parte a dei test organizzati da Peter Sauber sulla pista del Mugello, e Kimi stupì tutti i presenti quando mise a segno dei tempi più bassi rispetto a quelli del collaudatore ufficiale della scuderia svizzera. Sulla scelta del patron della casa omonima, Raikkonen esordisce in F1 correndo per la Sauber. Il pilota fece un campionato discreto, piazzandosi al decimo posto della classifica, ma soprattutto suscitando l’interesse di Ron Dennis: in casa McLaren si era liberato un posto pesantissimo lasciato dal connazionale Mika Hakkinen. Proprio durante la sua militanza in McLaren viene soprannominato Iceman, per il suo atteggiamento un po’ freddo nei rapporti con i media, ma soprattutto glaciale nel suo stile di guida: fermamente concentrato su quello che fa. Diverse sono le risposte secche nei confronti del team e dei media che spesso rivolgevano lui le domande. Al di là di quelli che possono essere i comportamenti del pilota in sé, si fa presto una fama di corridore eccellente, e si propone come un valido contendente al titolo nelle sue stagioni con la scuderia di Woking.

Kimi Raikkonen concentrato prima di correre il GP di Suzuka con la McLaren, il pilota rimase alla scuderia di Woking fino al 2006. Foto: Getty Images.
Kimi Raikkonen concentrato prima di correre il GP di Suzuka con la McLaren. Il pilota rimase alla scuderia di Woking fino al 2006. Foto: Getty Images.

La carriera di Kimi subirà un’importante svolta nella stagione 2007: alla McLaren che proprio Raikkonen aveva lasciato arriverà Fernando Alonso, mentre Iceman sarà chiamato a prendere una responsabilità enorme lasciata dall’addio di Michael Schumacher alla Ferrari. Proprio nel suo primo anno in rosso Ferrari riesce l’impresa: la Scuderia di Maranello porta a termine la doppietta mondiale piloti e costruttori, con Kimi sul gradino più alto del podio. Nessuno finora, dopo la vittoria di Raikkonen, è riuscito ad agguantare il titolo iridato con la Ferrari, solo Fernando Alonso ci andò vicino ma venne sopraffatto all’ultima gara da un giovane Sebastian Vettel su RedBull. Le stagioni dopo la vittoria nel mondiale non sono state proprio irresistibili, anzi. Kimi Raikkonen si ritrova quasi ai margini della scuderia e nel 2009 decide di allontanarsi dalla F1: c’è chi dice che i finlandesi abbiano il rally nel sangue, e anche Iceman non è esente da ciò. Una svolta di carriera abbastanza curiosa che porta l’ex-pilota della Ferrari da un tracciato ben definito a un percorso incerto e pieno di insidie come quelli della WRC. Esordisce nel campionato più importante di corse su sterrato con una FIAT nel Rally di Finlandia, per poi passare al Junior Team della Citroën e infine correndo con la ICE 1, peraltro di sua proprietà. Un percorso non irresistibile: non arrivò a podio neanche una volta. La parabola di Kimi Raikkonen ci porterà perfino negli USA, dove Iceman ha corso due sole gare nelle classi NASCAR: una vicenda abbastanza curiosa in cui corse una gara nei classici ovali, ma con un pickup.

Kimi Raikkonen intervistato durante la sua brevissima esperienza nei campionati NASCAR. Foto: John Harrelson/Getty Images North America.
Kimi Raikkonen intervistato durante la sua brevissima esperienza nei campionati NASCAR. Foto: John Harrelson/Getty Images North America.

Questa pausa che ha allontanato Kimi dalle corse di Formula 1 si chiuse nel 2012, quando venne ingaggiato dalla Lotus: una squadra emergente che nasceva dal vecchio team Renault. La stagione del ritorno alle corse su pista è veramente ottima per Kimi, considerata la potenzialità di questa vettura. Arriverà infatti al terzo posto della classifica piloti, dietro solo a Sebastian Vettel e Fernando Alonso. Durante i suoi due anni in Lotus infatti metterà a segno un record di ben ventisette Gran Premi in cui ha guadagnato punti. Una forma pazzesca che attira nuovamente l’interesse della Ferrari, che affianca Kimi Raikkonen al suo grande rivale Fernando Alonso. Dal 2014 il finlandese è rimasto sul sedile della Rossa, diventando un ottimo partner di Sebastian Vettel, fino a poche settimane fa, in cui arriva quell’annuncio bomba che vede il passaggio di Leclerc in Ferrari e di Raikkonen in Sauber. Un trasferimento che inizialmente era stato voluto proprio dall’ex-presidente Marchionne, ma in seguito congelato e successivamente riconfermato, nonostante le smentite del team principal Maurizio Arrivabene. C’è tanta curiosità nei confronti di Charles Leclerc in quanto è un pilota uscito dalla Ferrari Academy, oltre ai buoni risultati ottenuti – pur sempre da debuttante – in pista con la nuova Alfa Romeo Sauber. Da una parte il ragazzino che sta per coronare il sogno di una vita, dall’altra un pilota che ripercorre un pezzo di gioventù. Un crocevia interessante che metterà in luce due piloti con tanta voglia di riscatto. Sebbene i fans non ricordino Kimi Raikkonen come una persona che si emoziona facilmente – sul web si fa tanta ironia a riguardo – si intravede un minimo di entusiasmo all’idea di correre nuovamente con la Sauber.

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Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena, cittadina dell'omonimo arcipelago. Coinvolto fin da piccolo negli sport (calcio e basket), ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie. Dopo essermi immatricolato all'Università di Pisa, presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere, ho preso parte al secondo progetto di IMDI.it, iniziando effettivamente a esercitarmi in quella palestra giornalistica che alla fine mi ha portato qui a theWise, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista. Appassionato principalmente di sport, sono anche un grande appassionato di musica: un amore tale che mi ha fatto imparare a suonare la chitarra e il basso. L'impegno che porta a conoscere quegli strumenti mi ha portato a un accrescimento della cultura musicale, sempre spinta da quel senso di curiosità iniziale. Punto a esplorare quei lati di artisti e gruppi che di solito passano in secondo piano, dando la possibilità di vedere una notizia sotto una luce diversa.