Le puntate precedenti:

  1. Diego Costa
  2. Robin Van Persie
  3. Eusebio Di Francesco
  4. Emiliano Mondonico
  5. Julio Cesar, “l’acchiappasogni”
  6. Mario Götze
  7. Didier Deschamps

Welcome Back Home. Inizia una nuova puntata dell’appuntamento mensile che ci racconta un aspetto romantico del calcio dei giorni nostri, come ampiamente ribadito nei sopracitati episodi passati. Rubrica giunta all’ottavo episodio, che racconta le gesta di un numero otto – scelta assolutamente non casuale – che è Claudio Marchisio. Il protagonista di questa puntata, ormai ex-bianconero, con il suo annuncio di separazione consensuale dalla Juventus ha sconvolto le vicende che spesso appassionano i tifosi nelle ultime trattative del calciomercato estivo. Si conclude così una parentesi bianconera lunga venticinque anni che legava Il Principino alla maglia della Juve: il giovane Claudio vestiva quelle strisce bianconere fin da quando era bambino, dalla tenera età di sette anni, tranne per una breve passaggio a Empoli. Questo annuncio, sebbene arrivi come un fulmine a ciel sereno, è stato un anticipare quello che sembrava essere l’inevitabile. Dopo il brutto infortunio al legato crociato anteriore, subito nella stagione 2015/16, il giocatore è finito sempre più in basso nelle gerarchie di Massimiliano Allegri, passando dall’essere un giocatore determinante e inamovibile all’essere neanche la prima scelta in caso di sostituzione. Nonostante la situazione poco favorevole, Marchisio si è sempre messo a disposizione per la squadra, e la rescissione dalla Juventus è proprio la dimostrazione di quanto per lui – come recitato nella sua lettera d’addio – prima di tutto venisse il bene della Juve. Apprezzato non solo per la sua umiltà e il suo carattere, Marchisio è stato da sempre considerato un giocatore con caratteristiche tecniche più affine per un ruolo di centrocampista più internazionale. Non è un caso che diverse squadre europee, ma anche formazioni da campionati asiatici e dalla MLS siano interessate al profilo di questo giocatore.

Claudio Marchisio nell'ultima partita giocata con la maglia della Juventus, la consueta amichevole di Villar Perosa. Foto: Getty Images.
Claudio Marchisio nell’ultima partita giocata con la maglia della Juventus, la consueta amichevole di Villar Perosa. Foto: Getty Images.

Claudio Marchisio, una vita in bianconero

La lunghissima storia di Claudio Marchisio inizia a Torino, città dove peraltro è nato non solo calcisticamente, nelle giovanili della Juventus, squadra di cui allora era un grande tifoso. Prima di conoscerlo come un grande centrocampista però, il giovane Principino giocava più avanzato, nel ruolo di punta. Nel corso degli anni però ha diminuito il suo raggio d’azione, arretrando la sua zona di competenza al centrocampo, non perdendo comunque il vizio di inserirsi negli spazi, caratteristica quasi naturale rimasta dal suo vecchio ruolo. Un giocatore considerato tra i migliori giovani di prospettiva della sua generazione di calciatori, che ha saputo rispondere alle attese negli anni successivi. Diventa stabilmente capitano della primavera della Juventus, venendo alcune volte anche aggregato alla formazione di Fabio Capello, senza però giocare. La svolta per la carriera di Marchisio coincide con il periodo più brutto dei bianconeri, la stagione in Serie B. In seguito al processo Calciopoli infatti, la Juventus si trova con una squadra completamente stravolta, costretta a cedere i suoi pezzi migliori al miglior offerente. Della squadra precedente rimarranno in pochi: solamente Buffon, Del Piero, Trezeguet, Nedved, Zebina, Zalayeta, Birindelli e Chiellini hanno disputato l’unica stagione dei bianconeri nel campionato cadetto. Serie B che è stata proprio la rampa di Lancio per Claudio Marchisio e altri giovani bianconeri come Raffaele Palladino e Sebastian Giovinco. Tantissimi talenti a disposizione del tecnico Didier Deschamps, che rendono la Juventus una squadra comunque di un’altra categoria rispetto alle altre contendenti della B. A fine stagione si nota il dato della differenza reti, che mette in luce un dato di circa cinquanta gol tra gol fatti/subiti. Con il ritorno della Juventus in A, la società decide di girare in prestito i giovani interpreti del campionato di Serie B, tra cui Claudio Marchisio: il giovane centrocampista torinese infatti giocherà nell’Empoli assieme all’altro grande prospetto di casa Juventus Sebastian Giovinco. Una stagione importante che – a detta del giocatore – ha fatto crescere tantissimo Marchisio, dando la possibilità a quel ragazzo di farsi valere in Serie A e in Coppa UEFA. Dal 2008 Il Principino inizia a far parte stabilmente della prima squadra della Juventus, prima con Claudio Ranieri e successivamente con Ciro Ferrara, dove mostrerà le sue doti rendendosi spesso decisivo. Nella stagione 2009/10 un grandissimo acuto è stato il gol contro l’Inter all’Olimpico di Torino, uno tra i gol più belli segnati in carriera dal Principino.

… da record!

Dopo la stagione 2009/10, la Juventus ha vissuto dei momenti in cui ha fallito per due volte la qualificazione in Champions League. Prima dell’arrivo di Antonio Conte, la Vecchia Signora non è riuscita ad andare oltre il settimo posto in classifica. Questo periodo diciamo “torbido” coincide però con la miglior forma di Marchisio in assoluto, che già da diversi anni è un giocatore affermato anche a livello di maglia azzurra. Sarà infatti la sua forma strepitosa a renderlo un giocatore importantissimo durante la cavalcata di Antonio Conte al primo dei sette scudetti post-calciopoli. Nella stagione 2011/12 i numeri personali di Marchisio recitano infatti dieci gol in trentanove presenze, numero più alto di realizzazioni raggiunto in carriera dal centrocampista. Sarà proprio la linea mediana a essere il punto di forza della squadra bianconera nel corso degli anni, in cui Marchisio spicca per le sue già citate capacità. Anche nel primo anno con Massimiliano Allegri sarà sempre impiegato nella cavalcata che ha portato la Juventus alla finale di Champions League a Berlino. Poi nel 2016 la nota stonata dell’infortunio nella partita interna giocata col Palermo, che chiude anticipatamente la stagione di Marchisio, mettendolo fuori gioco anche in vista dei campionati europei in Francia. Da qui inizia il lento declino nelle gerarchie, in concomitanza con l’affermarsi di calciatori come Pjanic e Khedira, così come il giovane Rodrigo Bentancur, arrivato all’inizio della stagione scorsa. Considerato il calciomercato scoppiettante della Juventus in questa sessione estiva, la squadra di Allegri ha rinforzato sì il centrocampo, ma lasciando ulteriormente meno spazio a Marchisio.

Claudio Marchisio durante una partita all'Allianz Stadium di Torino nella stagione 2017/18. Foto: Getty Images.
Claudio Marchisio durante una partita all’Allianz Stadium di Torino nella stagione 2017/18. Foto: Getty Images.

Principino nel Principato?

Si ritorna così a quella lettera di addio a una società a cui Il Principino è strettamente legato. A diversi giorni di distanza da quell’annuncio è partito un susseguirsi di notizie sul futuro legato alla carriera di Claudio Marchisio. Soprattutto perché l’ex-centrocampista bianconero è stato spesso impiegato nelle amichevoli pre-campionato e ha suscitato l’interesse di diverse squadre, che potrebbero avere più o meno possibilità di ingaggiarlo. La risposta al dove andrà l’ex-numero otto della Juve non è ancora nota, ma avrebbe possibilità di andare a proseguire la sua carriera in diverse destinazioni. La prima grande accreditata a garantirsi l’ingaggio di Marchisio è il Monaco: la squadra del principato infatti, sarebbe – apparentemente – la destinazione più probabile. Non solo Ligue 1 però, oltre al campionato transalpino sarebbero interessati seriamente dalla Liga spagnola, dove pare si stia scatenando un vero e proprio derby tra le due squadre di Siviglia. Non va neanche escluso un passaggio in MLS o nella J-League: l’unica costante sembra essere il non voler restare in Italia, sebbene le offerte siano arrivate anche dalla Serie A.

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Sono nato a Olbia il 30 giugno 1989, ma da sempre vivo a La Maddalena, cittadina dell'omonimo arcipelago. Coinvolto fin da piccolo negli sport (calcio e basket), ho sviluppato una passione per la disciplina sportiva in generale, nel conoscere e poter raccontare delle storie. Dopo essermi immatricolato all'Università di Pisa, presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere, ho preso parte al secondo progetto di IMDI.it, iniziando effettivamente a esercitarmi in quella palestra giornalistica che alla fine mi ha portato qui a theWise, coltivando il sogno nel cassetto di poter esercitare proprio la professione di giornalista. Appassionato principalmente di sport, sono anche un grande appassionato di musica: un amore tale che mi ha fatto imparare a suonare la chitarra e il basso. L'impegno che porta a conoscere quegli strumenti mi ha portato a un accrescimento della cultura musicale, sempre spinta da quel senso di curiosità iniziale. Punto a esplorare quei lati di artisti e gruppi che di solito passano in secondo piano, dando la possibilità di vedere una notizia sotto una luce diversa.