Endless Space 2: bello ma non si applica

Endless Space
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Gli studenti prima di Endless Space 2:
The Guild 3 – Crusader Kings – Vermintide 2 – Tomb Raider – Frostpunk – Ancestors Legacy – Kingdom Come: Deliverance – Monster Hunter: World – World of Warcraft: Battle for Azeroth – Pathfinder: Kingmaker – Darksiders 3 – For The King – Metro: Exodus – Warhammer 40,000: Inquisitor Martyr – My Time at Portia – Mutant Year Zero: Road to Heaven – The Council – Warhammer 40,000 Mechanicus – World of Warcraft: Classic – The Outer Worlds – Graveyard Keeper – Stoneshard – Yes, Your Grace – Mount & Blade II: Bannerlord – Pillars of Eternity II: DeadfireKenshi


Endless Space 2 è l’ultimo titolo rilasciato da AMPLITUDE Studios nel ben lontano 18 maggio 2017. Chi conosce già questo studio o i suoi videogiochi precedenti, noterà immediatamente il filo conduttore presente: Endless Space, oltre a essere il secondo capitolo nella sua serie, ha anche infatti dei collegamenti ben diretti con un altro titolo sviluppato da AMPLITUDE, Endless Legends. Quando tuttavia ci troviamo a parlare di Endless Space come di un Civilization ma nello spazio, filone già testato da Civilization: Beyond Earth con scarsi risultati, Endless Legends è letteralmente Civilization fantasy, leggermente più noioso e con un combattimento decisamente molto meno intuitivo. Un titolo tutto sommato di tutto rispetto. Endless Space 2 è quindi però all’altezza sia dei titoli che l’hanno preceduto sia dei suoi competitori? Difficile a dirsi così a primo impatto, poiché l’operazione da effettuare prima di tutto è individuare cosa realmente sia, e in questa situazione le sigle non ci sono molto di aiuto.

Endless Space 2

La regola delle 4X ci insegna che come tipo di genere sia molto vasto, tanto che ormai per capire di che cosa si stia realmente parlando bisogna analizzare singolarmente ogni parte di questa sigla. Endless Space 2 si avvicinerà più alla guerra o all’economia? Scopriamolo insieme in questa nuova edizione di giochi XXXX. X numero uno, o per gli amici anglofoni “explore“: l’esplorazione in Endless Space 2 rappresenta sicuramente un momento importantissimo di tutta la parte iniziale del gioco. Non solo riuscire a esplorare specifici sistemi solari o tutta la galassia per primi ci conferirà alcuni bonus od obbiettivi, ma spesso l’esplorazione dell’universo che ci circonda è largamente collegata alle storie delle varie fazioni che potremo giocare. La prima fase di gioco è quindi sicuramente molto importante e si svolgerà a colpi di salti nel vuoto con navi da esplorazione praticamente disarmate e sonde spaziali lanciate allo sbaraglio nelle nere profondità. Durante i primi approcci del giocatore a Endless Space 2: la fase esplorativa è sicuramente la più meravigliosa. Endless Space 2 infatti farà in modo di lasciarci stupiti con la sua attenzione al dettaglio, ogni singolo sistema solare ci verrà presentato con un piccolo ma delizioso filmato, che ci elencherà nome, classe e disponibilità di risorse di tutti i pianeti o anomalie al suo interno.

La colonizzazione dei suddetti pianeti non sarà da meno, poiché ogni nuova colonia che svilupperemo ci offrirà un piccolo scorcio delle condizioni climatiche e abitative della nuova casa per la nostra specie. La direzione artistica di Endless Space 2 è sicuramente impressionante e molto ben curata in ogni singolo momento di questa parte di gioco: ben pochi titoli, recenti o non, sono in grado di eguagliare la sensazione regalataci dalle nostre prime scoperte all’interno di questo nuovo universo. Tuttavia, come ogni cotta di questo genere, ha una durata fin troppo simile al ciclo vitale di una farfalla. Presto infatti il senso di meraviglia, ampiamente provato durante i nostri primi passi, si trasformerà in frustrazione. Ogni singolo piccolo video dei sistemi solari diverrà blando e già visto, e mentre Endless Space 2 ci mostrerà l’ennesimo, interminabile e già visto video di un qualche gigante gassoso nel lontano sistema solare di “sei il ventesimo che colonizzo” probabilmente qualsiasi giocatore dotato ancora di sanità mentale finirà col chiedersi se fosse davvero necessario. Purtroppo la risposta riposa esattamente nel mezzo, poiché se da un lato questo è sicuramente uno dei punti più positivi di Endless Space 2, dall’altro è altrettanto che vero che si tratta anche di uno dei meno longevi, finendo col diventare niente di più che una piccola nota a piè di pagina. Un peccato mortale considerando quanto in realtà siano interessanti durante i primi approcci.

 

Endless Space

Come si può resistere allo charme di Horazio, miliardario spaziale con il pallino per la clonazione? Prima o poi tutto sarà Horatio.

 

Per la X numero due abbiamo invece la parola “expand“, il cui significato è molto semplice: espansione. Endless Space 2 purtroppo non brilla particolarmente da questo punto di vista per una serie di motivi particolarmente sciocchi, che probabilmente fanno parte della filosofia di gioco, che finisce col rendere colorare del nostro colore la mappa particolarmente frustrante: pratica comune in tutti gli altri giochi vietati a un pubblico minorenne è consentire un’espansione pressoché infinita, se si riesce a gestire i malus o ad accumulare sufficienti punti per poterla sostenere. Endless Space 2 prende un approccio di mezzo, incapace di soddisfare nessuna delle due parti: ci troveremo di fronte a un sistema di gioco che limita fortemente la nostra espansione con un tetto massimo di sistemi per impero estremamente basso, fornendoci allo stesso tempo sparuti mezzi con cui riuscire ad aumentarlo. La scelta inizialmente più praticabile sarà decisamente non preoccuparsi di questo problema, colonizzando sistemi in più del tetto limite e utilizzando i bonus al morale della nostra popolazione per rendere questo sistema anti espansione null’altro che una piccola minuzia. Qualora invece volessimo sviluppare un sistema leggermente più stabile, si aprirebbero le porte dell’inferno di Endless Space 2, direttamente nel girone della terza X.

Exploit, sfrutta, è infatti il più incoerente e meno benigno dei quattro fratelli. Si collega direttamente con coloro che lo hanno preceduto, esplorazione ed espansione, e i suoi risultati sono principalmente legati alle nostre buone stelle, letteralmente. Esplorare una galassia generata proceduralmente è una sensazione fantastica, colorarla del proprio colore è fonte soddisfazione, ma saperla sfruttare al meglio? Questa è la parte in cui ci troviamo a pregare che la fortuna ci guardi molto bene, perché il sistema di Endless Space 2 appare completamente senza uno schema. I sistemi stessi sono molto sbilanciati, poiché la produzione deriva, come in ogni 4X, dalla popolazione. Essenzialmente i pianeti abitabili all’interno di ogni sistema solare funzionano come le unità abitative del resto dei titoli del genere, a seconda del tipo e dei potenziamenti hanno massimali e produzioni specifiche. Questo rende i sistemi contenenti pochi pianeti infinitamente meno appetibili rispetto ad altri, soprattutto se prendiamo in considerazione i miglioramenti che aumentano il potenziale abitativo massimo per pianeta. I problemi di Endless Space 2 non si fermano però qui: non appena ci ritroviamo a pensare al numero limitato di sistemi, e come molti sia meglio non colonizzarli affatto, ci ricordiamo che esiste un modo per aumentare il tetto massimo. Il modo è semplicissimo, ogni sistema portato al livello massimo, ovvero quattro, ci dà diritto a un ulteriore slot. Come si portano i sistemi a livello massimo? con le risorse di lusso.

Endless Space

Il passaggio dei potenziamenti dalla scala planetaria a quella del sistema solare diminuisce di molto la necessità di ricontrollare ogni singolo insediamento, ma finisce con l’essere decisamente meno personalizzabile.

Le risorse di lusso in Endless Space 2 sono tuttavia la peggior meccanica mai sviluppata in un gioco 4X. Sono posizionate casualmente all’interno di tutta la galassia, sono legate a doppio filo, spesso sempre casualmente, alla gestione della popolazione e allo sviluppo dei nostri sistemi e non esiste alcun tipo di effettivo controllo su come e quale riceveremo. A peggiorare una situazione già drammatica, si inserisce l’unico sistema che avrebbe potuto bilanciare le risorse di lusso: il mercato. Purtroppo infatti queste risorse di lusso sono legate anche al tipo di sviluppo dei nostri sistemi, fornendo bonus molto importanti nonché statici a questi ultimi. Cosa succede quindi se la nostra popolazione preferita si trova legata a una risorsa di lusso dall’altra parte della galassia, utilizzata dalla IA che la possiede per potenziare i propri sistemi? La risposta è tanto ovvia quanto orripilante. Non è tuttavia finita qui. Mettiamo a confronto gli effettivi costi di utilizzo delle risorse di lusso con la loro produzione. Un deposito con dei buoni potenziamenti può arrivare a produrre dei buoni quantitativi, per l’espansione di un sistema ne utilizzeremo però moltissimi. Il livello finale prevede infatti la presenza di ben tre diverse tipologie di risorse di lusso, che a seconda della rarità di queste ultime, ci costeranno rispettivamente 150 per quelle di livello uno, 120 quelle di livello due e 60 quelle di livello tre. Per la gestione della popolazione il costo sarà invece di una risorsa di lusso per rappresentante della specifica razza all’interno del nostro impero.

Qualora i precedenti calcoli vi abbiano già causato un fortissimo mal di testa, la situazione può peggiorare ancora. Dopo le risorse di lusso fanno infatti ingresso le risorse strategiche. Il ferro di Civilization essenzialmente. Queste risorse saranno fondamentali per lo sviluppo non solo di buona parte dei miglioramenti per i sistemi, soprattutto avvicinandosi alle battute finali del gioco, ma saranno anche la spina dorsale di tutto ciò che riguarda la quarta e finale X di Endless Space 2: exterminate. Se da una parte ci troviamo però di fronte a una prima X fantastica ma dalla vita breve, una seconda X limitata ma con fortissimo potenziale e una terza X completamente sbilanciata e casuale, il grido di battaglia dei famosissimi Dalek è senza alcun dubbio la parte più deludente di Endless Space 2. I combattimenti si rifanno alla metodologia di esplorazione e colonizzazione: dei bellissimi video che diventano stantii intorno alla decima visione e una simulazione automatica che ci impedisce di prendere il controllo se non per poche piccole impostazioni all’inizio dei vari ingaggi. Il sistema di costruzione delle navi ci offre invece una minima speranza, permettendoci di personalizzare i vari scafi con l’equipaggiamento che preferiamo inserendolo all’interno di appositi slot. Parliamo purtroppo di qualcosa di già ampiamente visto se non addirittura completamente superato da titoli come Galactic Civilization III, che spesso permettono la completa personalizzazione anche dello scafo dei nostri vascelli. Una situazione veramente imbarazzante per Endless Space 2.

Endless Space

L’interfaccia di personalizzazione delle navi di Endless Space 2 è molto ben curata e intuitiva. Una grande delusione è invece la limitazione degli scafi, che saranno poco più di una manciata.

Nello spazio infinito (2) nessuno può sentirti urlare

Come sempre è quindi giunto il momento di tirare le somme, Endless Space 2 si applica o non si applica? Purtroppo, per quanto concerne l’ambito dei 4X ad ambientazione extraplanetaria, Endless Space 2 è sicuramente molto in ombra: Titoli come Stellaris, o il blasonatissimo Galactic Civilization offrono più o meno lo stesso tipo di intrattenimento ma su scala molto più ampia. Endless Space 2 a confronto assomiglia più a un adattamento di un gioco da tavolo, con meccaniche impostate per partite decisamente più contenute, che davvero non riescono a rendere giustizia all’ambientazione, costruita in maniera decisamente molto dettagliata. Se tuttavia il giocatore dovesse desiderare esattamente questo genere di approccio, ovvero uno molto più rilassato e improntato sul concetto di singola partita con condizioni di vittoria piuttosto che quello di una simulazione di un impero spaziale, Endless Space 2 diventa allora un titolo di tutto rispetto. In questo caso purtroppo sono, come spesso accade, i gusti a fare da padrone, rendendo la nostra capacità di apprezzare o meno un titolo sicuramente molto ben costruito possibile o assolutamente inapprocciabile. L’attenzione al dettaglio e il tentativo di rendere Endless Space 2 un titolo degno del suo genere è molto evidente e non si può fare altro che esprimere elogi per questo nei confronti di AMPLITUDE, che pur forse mancando il bersaglio si è decisamente applicato.

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Alan Pasquali

Nato a Predappio (FC) il 29 ottobre 1995, termino i miei viaggi a Rimini dopo una parentesi Emiliana nella ridente frazione di Montecavolo. Attirato sin da piccolo da videogiochi, armi e storia militare, non necessariamente in quest'ordine. Ho sempre sapientemente coniugato questi interessi alla mia attitudine nel farmi del male nelle maniere più spettacolari. Termino momentaneamente il mio percorso di studi conseguendo un diploma da Dirigente di Comunità all'IPSIA "L. Battista Alberti" poiché "il pezzo di carta s'ha da fare". Quando non sono occupato a sprecare il mio poco tempo rimanente su questa terra giocando a videogiochi noiosi mi dedico ad attività più eccitanti e molto più pericolose, quali il maneggio di armi a polvere arcaiche, dormire in tenda con -5° a fianco del letto di un fiume, la costruzione di forni in argilla con tecniche del XV secolo e farmi picchiare da gente più in forma di me con armi bianche spuntate. Da poco tempo a questa parte mi dedico anche alla "scrittura", sempre che così si possa definire quello che faccio, partendo da alcuni piccoli articoli su IMDI: http://ilmegliodiinternet.it/author/alan_pasquali/