Armin Meiwes, il cannibale di Rotenburg – SinisterWise

Armin Meiwes, il cannibale di Rotenburg – SinisterWise
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Per cannibalismo si intende l’atto di mangiare membri della propria specie, in questo caso quella umana. In questo numero di SinisterWise, la nostra rubrica a tema mistero e personaggi sinistri, vediamo la vicenda di Armin Meiweis, noto come il cannibale di Rotenburg. Questo soprannome è dovuto al fatto che Meiwes è stato artefice dell’evirazione, del cannibalismo e del conseguente omicidio di Bernd Jürgen Armando Brandes, un giovane che aveva risposto a una sua inserzione sul web.

Il testo della canzone Mein Teil del gruppo industrial metal tedesco Rammstein si ispira a questa vicenda. Il testo recita le parole dell’annuncio scritto dallo stesso Armin Meiwes: «Cerco ragazzo ben fatto tra i diciotto e i trent’anni per essere macellato – Il Maestro – Macellaio».

Armin Meiwes

Armin Meiwes nacque in quella che all’epoca era la Germania dell’Ovest, nel 1961. Ebbe un’infanzia molto triste e difficile. La situazione a casa era pesante per i continui litigi e a scuola era vittima di bullismo, poiché era un ragazzo timido e introverso. Per sopperire alla solitudine, arrivò addirittura a inventare un amico immaginario, di nome Frank. Quando Armin aveva solo otto anni il padre lasciò per sempre la famiglia, segnando la sua vita per sempre.

La madre di Armin Meiwes era molto invadente. Era solita presentarsi alle uscite che il giovane Armin aveva con gli amici e perfino con le ragazze. Nel 1999, alla morte della madre, Armin iniziò a sfogare tutte le sue fantasie più perverse.

La ricerca della vittima

Armin Meiwes era un tecnico informatico e aveva padronanza degli strumenti digitali. Iniziò a trascorrere molto tempo sul web, ricercando informazioni su serial killer e cannibalismo. Scoprì dunque un sito sul deep web che avrebbe soddisfatto le sue perversioni: The Cannibal Cafè.

Iniziò a frequentare il sito usando il nome del suo amico immaginario, Frank. Il suo obiettivo era quello di trovare una vittima desiderosa di farsi macellare e uccidere. Arrivò anche ad arredare appositamente una stanza della sua casa, soprannominata il mattatoio. Riceveva molte risposte, ma quando queste persone vedevano la stanza scappavano.

L’omicidio

Il 9 marzo del 2001 fu contattato da Bernd Jürgen Brandes, un ingegnere elettronico di Berlino, una vittima desiderosa di farsi macellare e cannibalizzare. Dopo numerosi messaggi a sfondo sessuale, i due decisero di incontrarsi.

Iniziarono così i preparativi. Armin Meiwes installò anche una videocamera per registrare tutto. Dopo averlo condotto nel mattatoio, lo fece spogliare e lo drogò con alcool e sonniferi. Armin evirò Brandes e consumarono entrambi l’organo sessuale, dopo averlo cotto e condito. Il ferito cominciò a perdere molto sangue e Armin lo portò in una vasca da bagno per farlo dissanguare. Dopo aver atteso tre ore, lo uccise tagliandogli la gola. Sezionò e congelò le carni, seppellendo il cadavere in giardino. Se Meiwes non avesse pubblicato nuovi annunci sul web, l’omicidio non sarebbe forse mai stato scoperto.

Armin meiwes
Théodore Géricault, La zattera della Medusa, 1818-1819.

Il processo

Meiwes fu arrestato nel dicembre 2002, dopo una telefonata alla polizia da parte di uno studente che aveva visto gli annunci su internet. Durante la perquisizione, i poliziotti trovarono il cadavere di Brandes a pezzi e il video del misfatto. Fu condannato a otto anni per omicidio preterintenzionale, in quanto la vittima era consenziente. Non gli venne riconosciuta l’infermità mentale. Nel 2005, un nuovo processo lo condannò all’ergastolo.

Meiwes confessò quello che aveva fatto, esprimendo rammarico. Disse anche di voler scrivere un’autobiografia, per dissuadere chiunque volesse ripetere le sue malefatte. Ironia della sorte, durante la prigionia divenne vegetariano.

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Pubblicato da Marco Capriglio

Vicepresidente di theWise Magazine, sono nato a Scandiano (RE), nella terra di Lazzaro Spallanzani e dell'Orlando Innamorato. Pedagogista e docente di sostegno, scrivo soprattutto di disabilità, inclusione e scuola.