Eccellenza in pillole: Cosetta Pittau e la Tipografia Grifani Donati

0 Condivisioni

La grandezza del nostro Paese non si misura solamente con i successi delle grandi imprese, ma anche e soprattutto con il lavoro delle piccole eccellenze di cui è costellata la Penisola. Questa settimana inauguriamo la rubrica “Eccellenza in pillole”, che si prefigge lo scopo di fare da megafono a quelle realtà professionali poco reclamizzate dai media ma enormemente importanti per l’economia, la fama e l’eccellenza dell’Italia. In questo articolo inaugurale l’analisi si concentrerà sulla Tipografia Grifani Donati di Città di Castello (PG), che dal 1799 esegue stampe pregiate con macchinari d’epoca, e su Cosetta Pittau, artista poliedrica che si è occupata delle decorazioni a mano delle tessere della Lulz Media Company, l’associazione culturale da cui è sorto theWise Magazine.

Intervista a Cosetta Pittau

Allora Cosetta, parlaci di te. Chi sei? Da dove vieni? In cosa consiste il tuo lavoro?

«Ho trentasette anni e vengo da un piccolo paese della Sardegna; ho fatto la scuola d’arte in Toscana a Sansepolcro, patria di Piero della Francesca, e successivamente ho frequentato la scuola di Comics a Firenze e ho cominciato a lavorare come decoratrice di interni. Dopo queste esperienze mi sono trasferita a Città di Castello (dove attualmente vivo) e ho iniziato da allora a occuparmi di pittura e decorazioni, prevalentemente su mobili, oltre che di arte classica e pittura su parete. Mi sono occupata della decorazione di un pub a diciott’anni, come primo lavoro importante, e in seguito ho lavorato per molte aziende nel settore dei mobili decorati. Oggi le mie creazioni arrivano sino a Dubai».

Quando hai iniziato a capire che il restauro e l’arte sarebbero diventate la tua professione?

«Ricordo di aver deciso di diventare pittrice già da quando avevo tre anni! Mia madre mi racconta spesso che da piccola non facevo altro che disegnare…»

Qual è il lavoro da te svolto che ti rende più orgogliosa?

«In realtà non c’è soltanto un lavoro di cui vado fiera. Potrei citarne diversi, avendo fatto le più disparate esperienze nel campo dell’arte: ho partecipato ai restauri del duomo di Città di Castello, ho abbellito ville e case private, ho dipinto abiti da esibizione, scenografie teatrali, loghi aziendali… ho disegnato addirittura tatuaggi! A volte mi è capitato di fare ritratti dal vivo per delle rievocazioni medievali, e una volta ho anche decorato un bellissimo violino di un musicista belga. Purtroppo, però, di gran parte dei lavori che ho fatto non ho neanche una fotografia».

Foto tratta dal profilo Facebook di Cosetta Pittau.

Com’è il mercato del lavoro nel mondo dell’arte? Cosa ti stimola di questo mondo?

«Dunque, di certo lavorare nel campo dell’arte oggi non è facile: il mercato è molto segmentato e di nicchia, ma le sfide non mi hanno mai spaventata! Nel mio impiego non esistono raccomandazioni o scorciatoie, sono solo la qualità e la bellezza del risultato che ti assicurano una continuità lavorativa. È fantastico anche poter collaborare con altre persone che pongono l’amore per l’arte al centro del loro lavoro e della loro vita».

Ci hai detto di collaborare con la Tipografia Grifani Donati, la più antica d’Europa, per la quale hai svolto alcune litografie: parlaci di questa esperienza.

«Con la Tipografia Grifani Donati ho avuto diverse collaborazioni, saltuarie ma interessanti: una volta ho fatto per loro una litografia allegata a un libro intitolato Quadro barbaro dei numeri tridimensionali. Lavorare con la litografia è difficile ma appagante: si disegna la matrice su una lastra di pietra con una speciale matita grassa che non si può cancellare in caso di errori, per cui si può rimediare solamente aggiungendo altri tratti, e non si può nemmeno mai appoggiare la mano alla pietra perché il sebo della pelle la rovinerebbe immediatamente a livello chimico. La matrice disegnata viene poi trattata con prodotti chimici specifici, inchiostrata e impressa sulla carta per un numero molto limitato di copie. Un’operazione tanto laboriosa quanto gratificante!»

C’è una tua opera che consideri più importante delle altre?

«La mia opera più importante è quella che non ho ancora iniziato: work is always in progress

Vi invitiamo a visitare la sua pagina Facebook per vedere i lavori di Cosetta e per contattarla.

La Tipografia Grifani Donati

La Tipografia Grifani Donati. Foto © Tripadvisor

Come già spiegato nell’intervista, Cosetta collabora con questa tipografia che è, a sé, un magnifico esempio di ingegno italiano perpetuato nei secoli fino ai giorni nostri. L’Italia è il primo paese al mondo in cui si è diffusa la stampa a caratteri mobili: inventata dal tedesco Gutenberg, l’innovazione prese subito piede a sud delle Alpi grazie al clima di vivacità culturale proprio del Rinascimento (siamo nel ‘400). L’Umbria sembra essere particolarmente ricettiva alla cosa, vista l’importanza che già allora aveva la storica Università di Perugia, anche se nei primi secoli dall’invenzione della stampa la stessa viene utilizzata per produzioni per lo più di carattere religioso.

Alla fine del 1799, a Città di Castello giunsero da Assisi i tipografi Bartolomeo Carlucci e Francesco Donati, intenzionati ad occupare i locali che in precedenza erano stati un carcere e un convento per stabilirvi la loro tipografia: può essere fatta risalire a questa data la nascita della Tipografia Grifani Donati che per questo è una delle più antiche d’Europa ancora in attività. Situata sopra l’antica chiesa di San Paolo, la Tipografia si distinse subito per il pregio delle sue pubblicazioni che le fecero guadagnare fama e fortuna non solo da Città di Castello ma anche e soprattutto dalle città vicine che le commissionavano di volta in volta lavori sempre più importanti. Alla morte di Carlucci, diversi familiari si avvicendarono al timone dell’azienda fino ad arrivare al nipote Giuseppe Grifani, che sostituì il suo cognome a quello del nonno nella denominazione della Tipografia. Molto poco è cambiato da allora, con il lavoro manuale che non è mai stato soppiantato dalla tecnologia moderna, rendendo i lavori realizzati dalla Grifani Donati delle vere e proprie opere d’arte, pezzi unici più che stampe realizzate in serie.

Cosetta

Foto © Pinterest

Oggi, la Tipografia ospita anche un Museo della Stampa che espone macchinari e attrezzature d’epoca (fine ‘800 e inizi ‘900) perfettamente funzionanti, oltre che ben 536 casse di caratteri realizzati in vari materiali che sono la vera memoria storica di un luogo che è già di per sé un pezzo di storia del nostro Paese. Questo scenario d’altri tempi è anche il set ideale per delle mostre, che infatti la Tipografia allestisce periodicamente esponendo le opere degli artisti con cui collabora. Oltre a questo, è possibile prenotare delle visite guidate interattive, durante le quali il titolare Gianni accompagna gli ospiti lungo un percorso che ripercorre la storia della stampa e fa provare loro le macchine custodite nel cuore del Museo.

La Tipografia Grifani Donati si trova a Città di Castello (PG), in Corso Cavour 4.

In ultimo, una nota di personale orgoglio: la Tipografia ha realizzato le tessere della nostra vecchia associazione, la “Lulz Media Company”. I nostri associati sono così potuti entrare in possesso di un piccolo pezzo d’arte, progettato e realizzato su misura per loro.

0 Condivisioni

Francesco Stati

Nato ad Avezzano nel cuore della Marsica, capistrellano di origini, vivo da sempre a Roma; al momento occupo in solitaria una modesta casetta, parte della quale subaffittata ai miei due gatti a una cifra onesta. Laureato in Relazioni Internazionali alla LUISS (con Lode), lavoro anche come giornalista praticante per la testata Eventi Culturali Magazine. Seguo ossessivamente il calcio (ma sfortunatamente tifo Roma), sono un ascoltatore compulsivo di musica di ogni genere e - come la mia laurea potrebbe suggerire - malato cronico di politica nazionale ma anche estera, delle quali spesso mi diletto a scrivere. Dopo aver passato diverso tempo in svariate redazioni, fra le quali IMDI.it e oltremedianews.it, ho deciso di fondare una testata tutta mia dove poter dare libero sfogo al mio desiderio di fare informazione e cultura, ritornando a un giornalismo "lento", ma preciso e interessante: sto parlando proprio di theWise, che spero abbiate lo stesso piacere che ho io nel leggere. Oltre a essere fondatore della testata e presidente della relativa associazione mi occupo di politica interna, interviste e approfondimenti socio-culturali di varia natura, ma ogni tanto (piuttosto di rado in realtà) lavoro per davvero.