Eccellenza in pillole: il Bullfrog Team e l’FPV Racing in Italia

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Uno sport affascinante, largamente praticato in Italia, figlio di una tecnologia recente ma già sviluppata a un livello tale che solo pochi anni fa sembrava impossibile: parliamo del pilotaggio FPV, ovvero una forma di aeromodellismo praticato con mezzi pilotati da remoto ma che, grazie appunto a tecnologie particolari, permettono al pilota un’esperienza immersiva come se si trovasse a bordo del piccolo mezzo. Praticamente, droni volanti condotti con l’ausilio di una specie di realtà virtuale. Sembrerebbe qualcosa di troppo avveniristico per essere vero, invece è una disciplina sportiva che negli ultimi anni ha registrato una tale impennata di praticanti da far nascere associazioni, campionati e tracciati sempre più impegnativi dove è possibile esercitarsi e gareggiare.

FPV racing: cos’è e come si pratica

Dai primi anni ’90 a oggi, la velocità dell’innovazione tecnologica e la sua crescente disponibilità anche su un mercato amatoriale ha fatto sì che i droni diventassero sempre più raffinati e all’avanguardia, spostando il focus – da modellini costruiti in garage con i pezzi avanzati dagli assemblaggi di PC e altri componenti – a veri e propri “mostri” capaci di raggiungere altezze e distanze ragguardevoli. Anche per questo, la pratica del pilotaggio FPV non è del tutto legale in Italia: l’ENAC (ente che sovrintende alla regolamentazione dello spazio aereo sul territorio nazionale) proibisce la pratica dell’FPV a meno che non ci si trovi in aree ben delimitate o indoor, per scongiurare il cosiddetto long range, ovvero il volo oltre il limite visivo. Per questo motivo le gare avvengono su circuiti prestabiliti e rigorosamente in volo radente. Come avviene un volo FPV? In pratica, il drone monta una telecamerina collegata con degli speciali occhiali indossati dal pilota. Le immagini catturate dalla telecamera vengono trasmesse agli occhiali, che quindi consentono al pilota di essere totalmente immerso nell’esperienza di volo grazie a dei micromonitor LCD. Le immagini possono anche essere registrate, generando dei video spettacolari che spesso costituiscono il “biglietto da visita” dei vari team che girano l’Italia per incontrarsi e gareggiare.

I Bullfrog Team raccontano l’FPV in Italia

Da sinistra: Simone, Andrea e Daniele, gli amici che ci accompagnano alla scoperta del mondo FPV (foto Facebook)

Abbiamo incontrato tre amici, giovani appassionati di FPV, che ci hanno raccontato come è stato avvicinarsi a questo nuovo sport e iniziare, dal nulla, a conseguire risultati importanti. Il primo a parlare è Daniele Zanforlin, da Vercelli, che a proposito dell’inizio di questa nuova passione racconta: «Ho iniziato a interessarmi di droni nel 2014. A gennaio 2015 ho comprato i primi pezzi per assemblarlo seguendo alcune guide online, poi ho iniziato a seguire alcuni gruppi di appassionati su Facebook e casualmente ho trovato un video di un certo IlJap (Simone) che volava a Quinto Vercellese, così l’ho contattato e ci siamo incontrati. Praticamente è così che è nato il primo nucleo del nostro Team, i Bullfrog. Ora siamo in sette, chi più attivo chi meno. La prima gara ufficiale è stata a fine 2015 e ci siamo classificati 2° e 3° nella categoria Esordienti. Poi Simone ha partecipato alla gara Italiana classificandosi all’8° posto, e per una sola posizione non è riuscito a classificarsi per l’Europeo che si svolgeva a Ibiza. Lo scorso anno ho partecipato alla trasmissione Tù Sì Que Vales, grazie agli amici del team BlackHawks di Torino, dove abbiamo volato in notturna in una pista completamente illuminata costruita appositamente per noi dalla produzione. Ci siamo portati a casa quattro Sì dei conduttori e un 96% dal pubblico, oltre ai ricordi della bella esperienza».

Gli fa eco Andrea Davanzo: «Con i droni ho iniziato nell’estate del 2014, all’epoca volavo solo a vista (cosiddetto volo LOS, ossia Line Of Sight) ed ero da solo, ma stava cominciando a diventare noioso. Poco meno di un anno fa, tramite una serie di coincidenze, sono arrivato a conoscere Daniele, che mi ha poi introdotto al resto del team che allora contava tre o quattro persone. Grazie ai suggerimenti e ai confronti continui con gli altri mi sono assemblato il mio primo drone racer “serio” che poi ha subito diversi upgrade, nel tentativo di farlo rimanere sempre aggiornato. Io e Simone, il 7 e l’8 gennaio scorsi, abbiamo partecipato a una competizione di 24 piloti tenutasi al club DroniXtreme di Caluso (TO), portandoci a casa un quinto posto (Simone) e un inaspettato settimo posto (mio)».

Il “patriarca” Simone Zaccuri, invece, aggiunge: «Io ho cominciato regalandomi un piccolo drone giocattolo da pochi euro a natale 2013. Successivamente ne ho preso uno usato molto grande (600mm) da riprese aeree, ma rimanevo affascinato dai modelli piccolini e veloci, senza tanti fronzoli come GPS e altre assistenze di volo, e ho deciso di assemblarmi autonomamente il primo racer. Inizialmente ho comunque volato in LOS, poi ho provato l’FPV. Inizialmente non è stato facile, perché era tutto agli inizi e mi ero affidato solo a guide online, ma da lì è stato un continuo aggiornamento, perché come dice Andrea la crescita tecnologica, visto il gran seguito, è rapidissima, e bene o male ci si deve aggiornare».

Attrezzature e mezzi: il cuore della pratica FPV

FPV

I mezzi del Bullfrog Team (foto: Facebook)

Come dev’essere un drone per essere considerato “serio”? Un appassionato che voglia avvicinarsi a questa disciplina, insomma, quanto deve aspettarsi di spendere per iniziare? Risponde Andrea: «A mio modo di vedere, un drone inizia a essere “serio” a partire dal telaio: un telaio fragile si spacca, e questo vuol dire che – a meno che uno non sia un fenomeno – vola poco. Un telaio resistente è in grado di sopportare botte magari a 70-80 kilometri orari di velocità (che non è la velocità di punta). Poi, per me, un drone adatto all’FPV racing lo diventa quando la FCB (il “cuore” del drone, la centralina di controllo) comincia ad essere impostata con le modalità di volo corrette, sfruttando le potenzialità di ESC (Electronic Speed Control, la scheda che regola direzione e velocità) e motori in maniera adeguata. Quest’ultimo punto non garantisce necessariamente che il mezzo sia performante, dipende anche da altri componenti, ma permette di avere un setup di partenza adeguato alle prime esperienze di gare. A livello di costi, provo a fare una stima per il solo mezzo: 80€ ESC (20*4), 30€ FCB, 100€ motori, 60€ frame, 35€ camera, 35€ trasmittente FPV 20€ una ricevente».

Costi tutto sommato abbordabili, o no? Andrea spiega: «Ci sono una notevole quantità di costi accessori, che sono però inevitabili e generalmente vanno fatti all’inizio: da 90 a 400€ per la radio, a seconda della marca e delle esigenze, dai 50 ai 300€ per gli occhiali, a seconda della tipologia (se a “mascherone” o se più moderni), dai 50 ai 150€ per il caricabatterie e circa 30€ ogni batteria (cosiddette Li-po), considerando che minimo ne servono tre o quattro. Niente di regalato, ma credo in linea con le attrezzature necessarie per altri sport. Per sciare, ad esempio, non penso che tutto l’occorrente costi poco».

Simone aggiunge: «Direi che con i prezzi che ha dato Andrea ci si fa già un buon mezzo competitivo, ma per cominciare a prendere confidenza con i comandi ci sono dei mezzi che possono dare già soddisfazione a prezzi più abbordabili. Come in tutti i campi bisogna sempre pensare all’obiettivo che si intende ottenere. Anche cercare sull’usato è una buona soluzione per cominciare con una minor spesa, ma in questo caso meglio se ci si fa consigliare e si fa vedere il mezzo a qualcuno con un po’ di esperienza, perché essendo apparecchi che di sicuro hanno preso qualche bella botta è facile incappare in qualche fregatura».

«I droni che utilizziamo sono quadricotteri elettrici con struttura portante (frame) in carbonio» conclude Daniele. «Compriamo i pezzi e li assembliamo noi saldando tutti i componenti. Per alcuni dei nostri droni ci siamo occupati anche della fase di progettazione».

Quali saranno dunque le prossime mosse del Bullfrog Team? Il progetto di Simone è molto chiaro: «Come prossimo passo puntiamo a costituire una ASD per cercare di diffondere questo sport nella nostra città». In bocca al lupo quindi ai Bullfrog Team, che ringraziamo per la disponibilità, e appuntamento a Viareggio per tutti i soci! Potete vedere foto e i video delle loro imprese sulla pagina Facebook.

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Laura Primiceri

Sono nata negli anni '80, quando si credeva ancora che tutto fosse possibile. Sono cresciuta negli anni '90, quando ci si è iniziati ad accorgere che forse la vita delle nuove generazioni non sarebbe stata poi così facile. Ho studiato Lingue (ne parlo tre e mezzo), mi affascinano le culture straniere, diverse. Amo viaggiare e amo la musica live. Il massimo è quando le due cose coincidono. Ho due gatti e sono childfree 100% convinta, pur non essendo in alcun modo vegana o vegetariana sono fermamente convinta che gli animali sappiano dare molte più soddisfazione delle persone. Ho deciso di diventare giornalista quando avevo nove anni, durante una gita scolastica: ricordo il momento esatto in cui mi sono innamorata di questo mestiere e della sua immensa responsabilità di portare la verità. Penso che in questo momento storico non ci sia niente di più prezioso e al contempo di più difficile da trovare della verità. Siamo circondati da troppi mistificatori, mitomani e manipolatori, che hanno imparato la sottile arte del convincimento per ottenere i loro scopi. Non penso che i lettori siano tutti stupidi: semplicemente, non hanno ancora imparato a chi conviene dar retta.